martedì 13 gennaio 2009

Qui non si capisce più un cazzo...

La serata di ieri mi ha ricordato i bei tempi adolescenziali in cui nutrivo un odio irreversibile per la mercificazione in tutte le sue direzioni. L'odio persiste ancora, per carità, ma, da buon ventiquattrenne dai paraocchi infranti, non mi lascio toccare più di tanto, ormai, da tanta nettezza urbana. Quindi ieri sera mi sono divertito. Che serata memorabile! "X factor" e "Il grande fratello" in contemporanea. Cosa chiedere di più alla vita? Forse solo un' apocalisse nucleare neanche tanto impossibile.
Che bello è stato vedere il Morgan (ho sempre ammirato le sue indiscutibili doti di musicista e compositore) sputtanarsi ancora una volta in mezzo a quella mandria di imbecilli che tanto si atteggiano come se sapessero veramente dove sta di casa la musica. Che bello vedere tanti idioti (con del talento, per carità) sprecare la loro vita davanti a quattro cazzoni pagati per sputtanarsi in una fase di declino della loro esistenza. E mentre guardavo la pettinatura stile pista di sci di quel rincoglionito (un pozzo di cultura artistica scaricato a cesso per soldi) vestito manco venisse fuori da un quadro di Rembrandt, l'occhio disperato e sfinito mi cadeva su quei tre capolavori dei Bluvertigo comodamente adagiati nella cassettiera porta cd. Io guardo i dischi...i dischi guardano me...tutti e due guardiamo Morgan (per dirla alla Giobbe) e ci chiediamo quale potrebbe mai essere il nostro scopo sulla faccia del pianeta Terra. Se non vado errato, i dischi mi hanno pure chiesto di non essere scaraventati fuori dalla finestra del terzo piano. Poverini, me li tengo per pietà.
Qui non si capisce veramente più un cazzo. Quell'altra stronzata mediaset, poi...mi è bastato gettare un breve sguardo incuriosito sul primo entrato in quella feccia altoborghese per ritrovarmi di fronte una battona con voce da quadrupede che "stettava" qua e là meravigliandosi di quella magnificenza. Era troppo. "Ste, cazzo, basta. Spegni 'sta merda. O metti su un dvd o qualunque altra cosa. Fai altro, fosse pure na sega".
Qui veramente non si capisce più un cazzo. Dov' è finito quello spirito fondamentale della band che provava e riprovava in una schifosa cantina sudando, sputando tra le bottiglie di vino malandate, faticando per trovare i due accordi giusti. E dov'è finito il vero senso del dire ad una persona "ti voglio bene" (non dico proprio "ti amo", non chiedo così tanto) dopo averci pensato e ragionato una vita intera? Sono convinto, però, che tutto questo vive ancora, anzi ne ho le prove; ma devi andare a scavare molto in profondità se vuoi trovarne un esempio sopravvissuto (tra etichette e produttori indipendenti e tra persone con un minimo di sensibilità c'è ancora qualcosa che vale la pena seguire). E, comunque sia, a tutta questa merda (qui ho accennato solo alcuni futili elementi) devo dire anche un po' "grazie" per avermi ispirato un libro intero e il tema portante di tutto quello che penso, dico, faccio e scrivo.
Figurati...pensa come ci siamo ridotti negli ultimi quarant'anni...non si capisce veramente più un cazzo...

Nessun commento:

Posta un commento