mercoledì 18 febbraio 2009

Non può essere reale...

Ore 23:43.
Ho appena ascoltato il pezzo degli Afterhours a Sanremo. Questo vuol dire che mi sono voluto sorbire quasi l'intera serata. Potete immaginare che strazio sia stato per me. Comunque, per gli After, NONOSTANTE TUTTO, questo e altro.
Il brano, bisogna dirlo, è particolare, anche se non non mi ha entusiasmato poi così tanto. Certo, il testo è notevole, la struttura è molto particolare, ma ricade in uno stile che, purtroppo, a me non piace, almeno non ancora. Sarò io ma, francamente, con l'ultimo disco in studio, Manuel e soci (non si discute) hanno preso una piega sperimentale notevolissima ma che, a detta del sottoscritto, avrebbe potuto avere maggiore impatto e carisma con l'inserimento di dinamiche più corpose e dirette (quando ascolto le linee di basso di "Pochi istanti nella lavatrice" mi viene da bestemmiare sorbendomi le corde pizzichettate sotto quei riffoni monumentali...e dai...se devi menare mena, Robè, no?).
Il brano di questa sera ha un buon testo, anche se, in alcuni frangenti, avrebbe potuto evitare un gratuito "merda" in favore di qualche altro termine più emotivamente impulsivo (Manuel ne ha tanti in cantiere, lo sappiamo). Per la struttura e lo stile vale sempre lo stesso discorso: forse gli Afterhours non mi piacciono più. Dico questo nel più triste dei modi. E non pensate che sia una frase buttata lì. Quindi risparmiatemi le vostre solite lagne: è una questione mia e solo mia; se proprio ci tenete o vi interessa, potete dire quello che vi pare, non cambio idea, a malincuore. Bisogna salire per forza sul quel palco per dire alla gente che esistono altri modi di fare musica? Non lo condivido affatto. Giustamente, una volta lì, mezzo mondo ti deve stare a sentire. Forse questa (ve lo concedo) è l'unica ragione plausibile, oltre che un atto di coraggio che va comunque saggiamente ammirato. Ma gli After, ne sono convinto, non ne avevano così tanto bisogno. Ancora deve arrivare il momento in cui si esprime il giudizio sulle canzoni della serata, ma ovviamente non è questo quello che importa.
Ho amato, amo e amerò sempre Manuel e soci, continuerò ad andare ai loro concerti perchè credo che solo lì esca veramente fuori la loro potenza, la loro energia, la loro genialità, la loro verità. Sull'ultimo disco e sulla raccolta commerciale ho ancora molti dubbi: la raccolta la odio (!!!), ma il disco lo riascolterò con devozione tra qualche mese, giusto il tempo di provare a capire bene le loro ultime influenze e di cercare di documentarmi ascoltando ciò che probabilmente (non so) manca ancora alle mie orecchie e alla mia anima (non ho idea ma ci provo molto volentieri...forse un bel po' di contemporanea li avrà guidati in qualche direzione, viste le influenze del polistrumentista).
Attendo serenamente gli After su di un normalissimo palco. Sono persone fantastiche (ho avuto modo di conoscerli: chiacchierano con te senza alcun tipo di problema) e spero davvero che questa sia stata solo una curiosa esperienza da curriculum.
Qualche settimana fa, qualcuno ha chiesto ai Marlene Kuntz un parere su una eventuale partecipazione a Sanremo; risposta di Cristiano: "perchè no". Comincio a preoccuparmi sul serio: sono io che ne ho le palle piene o è un mondo che se ne è andato?
Con tutto l'affetto verso tutti voi, verso gli After e verso tutti gli artisti che, in ogni campo, hanno contribuito e continuano ad agevolare la mia crescita umana.

Stefano

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