giovedì 30 aprile 2009

Mi girano i coglioni cap. 1


È di un paio di giorni fa la curiosa notizia, espressa si e no in tre o quattro righe da una rivista universitaria in distribuzione gratuita, che allerta la popolazione italiana sul quoziente intellettivo nazionale prossimo al sottozero, cercando di calmare le acque puntando il dito sulla presunta non indifferente ignoranza da parte degli studenti, in particolar modo, inglesi. La rivista evidenzia, soprattutto, il modo scellerato attraverso il quale all'incirca uno studente inglese su quattro avrebbe dimostrato la propria “ciucciaggine” in ambito storico sociale. A domanda “che cos'è Aushwitz”, il 70% circa avrebbe risposto in vario modo, da “una marca di birra” a “una festività religiosa” o “un tipo di pane casereccio”. Quei pochi che hanno azzeccato la risposta da un milione di sterline hanno pensato bene di sottostimare eccessivamente il numero delle vittime.

Signori...dov'è la meraviglia?!

In effetti, tutto ciò conforta, anche se solo minimamente, quei pochi neuroni che sono sopravvissuti nei cervelli bacati e putrefatti dello stivale. Ma la questione potrebbe appartenere, forse, a tutt'altro genere.

L'equivalente anglosassone della mia generazione, fighettini rottinculofiglidipapà paragonabili solo ai superautomuniti della Milano da bere, ha parassitariamente invaso il mondo a partire dalla loro poco desiderata/desiderabile nascita, circa nella seconda metà degli anni '80. Provate, voi, a fare una domanda seria ad uno di quei soggetti che aspettano solo lo scoccare delle 10PM per sfoggiare scarpini, calzoni, camicino, pettinatura e occhialini alla moda al poco richiesto fine di dare un senso alla propria inutilmente discutibile vita. Provate a chiedere a costoro, in Italia, che so, “chi era Garibaldi?” e in Inghilterra “chi era Churchill?” (tanto per fare un esempio): le risposte che riceverete varieranno, pressappoco, tra “un calciatore” e “il cantante di una band indie (tanto mica lo sanno che “indie” sta per “indipendente” e non per “genere musicale per fighetti”).

Quello che nessuno dice, in alcuni casi (probabilmente non proprio questo), è che la maggior parte dei giovani di una qualsiasi popolazione occidentale è un'accozzaglia di esimie teste di cazzo; che per trovare alcuni rappresentanti di tale fallica generazione occorre recarsi su eventuali posti di raduno, tipicamente etichettati come “discoteche”, luoghi di perdizione alcolica/sintetica all'interno dei quali riuscire a trovare un solo lurido pezzo di merda semi-lucido equivale ad una scalata dell'Everest a mani nude e in tempi record; e che, in tale melma di aborti ed escrementi che chiamare “essere umano” equivale ad etichettare come “barone” o “conte”, non ce n'è uno, dico uno, che non abbia la perenne voglia di scherzare (per così dire) e sparare minchiate che non solo fanno ridere ben poco (magari solo i suoi amici accuratamente selezionati lì intorno, ridotti una pezza peggio di lui) ma hanno, in più, la capacità di istigare una follia omicida anche nel più addolcito dei cuori appartenenti al globo terracqueo.

Che ci vuoi fare, siamo una generazione di burloni, noi! Ventenni italiani, tedeschi, inglesi, francesi e chi più ne ha più ne metta: tutta una serie di potenziali cazzoni mantenuti in vita da un inarrivabile Brahma del fancazzismo e della rottinculaggine. Ma tranquilli, miei cari! I vostri preziosi governi vi appoggiano coi loro dieci piani di morbidezza fatti di Grandi Fratelli, Isole dei famosi e talk show su droga, moda e pucchiacca (traduzione dal dialetto: fica) che fanno più share di qualsiasi telegiornale mondiale, mentre un povero stronzo che vuole soltanto esprimere il suo disappunto, magari, su di un cardinale psico-nazista viene imbavagliato e messo al bando come eretico.

Bravi, bravi. Davvero bravi. Campioni del mondo, proprio...

Citazione al volo: “La viltà, avvezza a veder morire nel modo più atroce gli altri con la più strana indifferenza. Io muoio, e anche questo mi nuoce” (P.P.Pasolini).

Meditate, vah...

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