lunedì 22 giugno 2009

Zio Paperone e l' Impero delle Zoccole


Quando la vergogna più clamorosa e ripugnante distrugge anche il minimo spiraglio di autostima personale che resta dopo anni e anni di prese di coscienza, di illusioni polverizzate e di vani tentativi di autoconvincimento (del tipo “no, non può essere così, sto sognando, è uno scherzo, dai...”), forse non resta altro che scrutarsi per un minuto allo specchio prima di scatarrare inesorabilmente sul riflesso di quella immagine così impotente, così ingrata e mai tanto ripugnante come in questi momenti di ira repressa (ancora una volta, l'ennesima). Quell'immagine ti parla, ti dice “Sei una merda, ecco cosa sei! Non hai capito un benemerito cazzo della vita! È così che vanno le cose, fattene una ragione, deficiente!”. E tutto quello che puoi e che ti resta da fare è soltanto il rinnovato tentativo di continuare a tirare avanti, con le tue solite e umili speranze di realizzazione (una qualunque realizzazione) mentre qualcuno al di sopra di te (immeritatamente) ti sodomizza senza lubrificazione, offendendo e disprezzando quelli che, almeno sulla carta, dovrebbero essere i tuoi diritti (“diritto”...che bella parola, eh...quanto ci manca...).


L'ultima dell' interminabile serie di avventure che questo possente e superdotato eroe postmoderno frainteso, nonché emerito uomo di vita, ci ha regalato ha del caratteristico. Si sprecano i riferimenti kubrickiani alla “Eyes wide shut” (e veramente spalancati e chiusi sono i nostri occhi, ormai) e le profezie pasoliniane trattate, all'epoca come oggi, come cartastraccia soffice e delicata utile alla sola pulizia rettale. Quante parole sprecate. Quanti paraocchi caduti e quante imprecazioni sono volate al vento (“The answer is blowin in the wind”, cantava qualcuno...) al fine di riportare a galla quei pochi, disossati ma fondamentali concetti pur di non vedere in faccia le verità più prossime e sinceramente scottanti. Siamo alle solite e siamo definitivamente stanchi di essere sempre noi, poveri stronzi, a doverne parlare per ottenere il semplice diritto di informare chi come noi, stavolta fortunati, vorrebbe semplicemente capire, una volta per tutte, a quale esimia tazza di cesso ha affidato le natiche. Siamo un popolo di stronzi codardi rotti in culo, si, ma non di completi coglioni, suppongo: sarà difficile fermarci mentre stupriamo a sangue la rete in cerca di semplici e legittime informazioni.


Il nostro, si sa, è un “Impero delle Zoccole” con la “Z” maiuscola (o con la P o la T, se preferite), luogo ancestrale in cui una fanciulla dalle dorate e docili grazie ottiene, con molta meno fatica e con un pizzico di caparbietà, molti più titoli di un professore di Harvard o una fama mondiale che non ha certo nulla da invidiare ai migliori maestri dell'arte universale (mica scema, la ragazza). Siamo moralisti filocattolici, poi, non ce lo dimentichiamo, per carità. Abbiamo chi ci fa sistematicamente visita per confortare le nostre pene da una finestra posta dietro un recinto impenetrabile manco fosse Guantanamo; un uomo talmente buono da essere, forse, consapevole di poter sfamare una nazione africana con la semplice messa all'asta di un fottuto anello del cazzo. E abbiamo chi ci rassicura di una pronta guarigione e di un futuro che dovremmo avere già in mano, un avvenire fatto di promesse, speranze e garanzie per una vita assicurata al posto che ognuno di noi si merita: sottoterra! Abbiamo chi ci protegge con braccia lunghe e muscolose dal male supremo, dagli sfruttamenti, dalle menzogne, dalle calunnie, dalle diffamazioni internazionali, dai crimini giudiziari del comunismo, solo per fare in modo che la nostra vita sia, come dire...migliore!


Vi imploro in ginocchio (vi bacio pure il culo, se ci tenete) di osservare con estrema attenzione e di imparare a memoria quanto espresso nel filmato che allego qui di seguito (sono solo sei minuti, sei fottutissimi minuti di verità pura e genuina). Forse non resterete estremamente stupiti dalle non-novità che vengono sbandierate (finalmente) senza criterio di contenimento, tra l' altro nemmeno nei confini del nostro territorio nazionale, ovvio. Ma avrete sicuramente modo di tirare giù almeno l'accenno di una bestemmia al pilastro portante del paradiso terrestre per la salvaguardia della vostra/nostra dignità in via di estinzione più rapida di quella del dodo.
Non voglio rigurgitare più di tanto su cose che ormai abbiamo tristemente assorbito e che continueremo comunque a combattere con l'unico mezzo che ci è rimasto a disposizione per mantenere un minimo (cazzo, un minimo!) di decoro civile e umano. Mi viene solo da pensare che se uno stronzo qualunque come me investe trenta miseri euro per una puttana di via Salaria rischia pure di finire in galera...


Fate girare queste parole e queste immagini. Tutti devono sapere. E meditate, gente...meditate...


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