giovedì 17 settembre 2009

Voi non sapete...


Pare proprio che l’elenco di oscenità che continua ad infangare, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, bestemmia dopo bestemmia, calcio in culo dopo calcio in culo il nostro gran bel paese della pizza margherita all’amianto, e degli spaghetti al sugo di inceneritore, proprio non possa avere fine nei secoli dei secoli. Tra sei italiani in Afghanistan che fanno un ennesimo salto a salutar le stelle e lotte sfrenate per la salvaguardia di programmi televisivi necessari come il pane, onde evitare una definitiva e annichilente immersione nelle acque del “checazzomenestrafotteame”, se non altro, almeno questa nuova e di già celeberrima stronzata, stavolta, è veramente ma veramente divertente. Proprio buona, si...applausi…bravo…bis…

Orbene, udite udite.

Mentre “Oliver” Diliberto (invece di insegnare adeguatamente, come sa ben fare, Diritto romano, ponendo in questione elementi che mai come oggi servirebbero per atrofizzare certe persone che, in fin dei conti, non dovrebbero avere così tanti diritti) mi guarda, per un secondo di telegiornale, come fossi un condannato a morte attraverso questo schermo che mai e poi mai accetterà di passare alla sola intergalattica del digitale terrestre, al seguito di una stellare e fantasmagorica stagione che vede il nostro Santo Silvio protettore dei leccaculo trasformarsi da presidente a operaio, da spazzino a pompiere, la virilità da latin lover del nostro adorato capoccia traspare anche nel momento in cui intima a noi, giovani perduti nelle nebbie del nostro tempo, di non ascoltare le voci dissacranti di questa stampa che tanto sta infangando il “povero” paese del sole, consigliandoci di preferire l’assenza di informazione alla divulgazione di falsa testimonianza.

Beh…mi viene da dire “ma senti un po’ qua chi parla!”. Poi, però, mi calmo un pochino, mi rilasso, metto su un bel disco e ci penso un secondo. Vuoi vedere che stavolta, magari, sto rottinculo ha ragione? In effetti non può essere vero, per nessun motivo al mondo, che nel corso dell’ultimo anno il debito pubblico è aumentato di centoventi miliardi di euro, che i palazzi della politica prima erano 5 e ora sono 35, che la spesa pubblica assorbe mezzo prodotto interno lordo, che negli indici di legalità siamo ben oltre il quarantesimo posto; che per avere 10000 euro di merda per girare un film intero bisogna fare carte false e dare il culo al primo finanziatore sodomita, fosse pure la casa discografica di Gigione e Joe Donatello, ai quali poi, magari, dover lasciare per diritto la composizione della colonna sonora sperimentale; che se fossi nato femmina e mi fossi chiamato Jessica o Natasha, se avessi avuto un culo a mandolino, due zinne airbag di serie, una bocca a guarnizione di minchia e tanta ma veramente tanta puttanaggine intrinseca nel mio bel cuoricino angelico da brava bambina, avrei già due lauree in tasca, girato venti film in cinque anni (in diciannove dei quali sarei apparsa solo per mostrare le grazie poiché incapace di aprire bocca per il suo uso principale che, si suppone, sia rimasto ancora la parola…o no?), partecipato a tutti i talk show più inutili della terra e sbocchinato un attore di fama mondiale con una villa su quel ramo del lago di Como, ottenendo, di sicuro, molta più dignità mediatica di un operaio Fiat in cassintegrazione dall’alba dell’uomo…



No, non può essere vero. No, ovviamente non lo è. Povera Italia, in mano a questa stampa. Povera veramente, oh…

Mah, guarda…quasi quasi li vado a trovare in piazza…così, tanto per curiosità…

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