martedì 15 dicembre 2009

E poi i terroristi siamo noi?!


E no, adesso basta! Siamo di nuovo alle solite! Basta!

È fresca fresca di apprendimento la notizia che vuole il noto sito Facebook in veste di collaborazionista nell’ambito di una truffa che ha del ridicolo per quanto è stata plateale. Si tratta del gruppo virtuale denominato “Solidarietà a Silvio Berlusconi”, nato poche ore dopo l’aggressione nei suoi confronti in quel di Piazza del Duomo in Milano a seguito di un suo solito teatrale comizio. Non mi pronuncio minimamente sul fatto di violenza perché, vista la forte mole di ignoranza, cafonaggine e sottocultura che contraddistingue questo schifo di paese, verrei molto facilmente frainteso senza mezzi termini e sbattuto in galera per il resto dei miei inutili giorni.

Il fatto è semplice e futile, non quanto, però, l’enorme, sproporzionata e assolutamente ingiustificabile sfacciataggine di un simile affronto (come non pensare anche alla regolarità dei conteggi delle schede elettorali, allora…ma vabeh…): due milioni di persone che sul social network avevano aderito ad una campagna per il terremoto in Abruzzo, come se niente fosse, in un batter d’occhio (che ammaccherei volentieri a quella stirpe di escrementi essiccati al caldo del sole) si sono riviste a far parte di una pagina completamente diversa, senza alcuna affinità con l’argomento e, per giunta, contro ogni minima supposizione di volontà da parte di tutta una vasta schiera di persone che, tirando le somme, non credo avrebbe avuto piacere nel confermare solidarietà, preferendo tacere come il sottoscritto. Morale della favola: 400000 maledetti comunisti e sostenitori delle toghe rosse, ora, sono inconsapevoli sostenitori del presidente del Consiglio. Anche il gruppo “No a facebook a pagamento” ha subito la stessa tragica sorte. Insomma, tutti gli agglomerati più consistenti appartenenti ai rami del social network sul primo gradino del podio internazionale.

Mi fa salire il sangue agli occhi vedere quel lecchino mentecatto di Capezzone sbraitare con fare raffinato nei pressi di Tg3 notte passando in rassegna tutta la “campagna terrorista” delle testate giornalistiche affiliate ai “mandanti morali” del compagno Tartaglia per poi vedere questi fascisti senza ritegno prendere decisioni che solo la Cina dittatoriale ha avuto il coraggio di portare avanti negando anche la più clamorosa evidenza. Siamo alle solite, questo è ovvio. Il fatto è che si tratta di un evento di una gravità inaudita e diligentemente, come previsto e come di consueto, passato inosservato, almeno per il momento, ai paraocchi dell’informazione nazionale.

Ma stiamo arrivando. Ditelo a questi signori con la parrucca da Re Sole buona solo a nascondere le cimici del cuoio capelluto. Apprezziamo l’intelligenza dell’aver capito che è in rete la battaglia senz’armi più frastornante, ma ridiamo della demenza collettiva che li ha resi pedine di un gioco più grande di loro senza fargli capire che il pianeta intero, ormai da diversi anni, è completamente sotto sorveglianza: come ci controllano loro, loro sono controllati da noi. Un po' come quel film di Coppola bellissimo, dove Gene Hackman recitava il ruolo dell'intercettatore intercettato. Quasi come una bugia detta da un bambino ingenuo: prima o poi si verrà a sapere la verità. Anche questa battaglia, l’ennesima, è già cominciata. Ci sono tutti presupposti almeno per appropriazione indebita e falsificazione di identità, come minimo. Ci vuole solo un pizzico di pazienza ma non c’è niente da fare, non lo vogliono capire. Ma tanto meglio: questi nostalgici psiconazisti dittatoriali, conservatori, ipocriti, pregiudicati, delinquenti, pervertiti e segaioli mentali rimarranno sempre troppo idioti nei confronti di una generazione, la nostra, che farà dei loro testicoli virtuali un gustosissimo frullato di onore, morale e senso di identità.

Chiamateci terroristi, ora!

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