martedì 23 novembre 2010

I mangiasogni a tradimento

Basta. È ora di finirla una sacrosanta volta. Non se ne può più.

Flashback.

La splendida Paola Minaccioni, attrice conosciuta soprattutto per le sue apparizioni pro Gialappa's nelle vesti di Amy Winehouse e per i suoi più recenti contributi alla trasmissione Dandini-Vergassola Parla con me in vece satirica della ministra Meloni, ha divulgato circa una settimana fa, sulla sua pagina Facebook (eh, internet...), l'immagine di una sorta di volantino promozionale virtuale per il seguente festival (fate bene attenzione alla dicitura): “Under 30, un progetto dedicato ai giovani autori esordienti realizzato dalla Ravic Film di Sabrina Parravicini in collaborazione con Jonis Bascir e Maya Amenduni”. La rassegna prevede la possibilità offerta a noi poveri comuni mortali, incapaci di paralizzare le nostre membra prensili verso penne stilografiche, di contribuire con un monologo inedito da inviare entro il 15 dicembre prossimo in modo da permettere all'organizzazione di selezionare le pagine migliori da portare, infine, su di un palcoscenico per tramite di attori professionisti (non si sa quali) che faranno da padrini e madrine alle rispettive opere.

Quale eccellente occasione! Quale soave contributo umano!

Di corsa, mando una mail all'organizzazione per sapere se posso partecipare con un monologo che non esito, tra l'altro, ad inviare in allegato per partecipare (chissà che ne faranno). Dunque, attendo.

Ritorno al presente.

Proprio pochi minuti fa ricevo una mail di risposta in cui l'organizzazione mi allega soltanto due file word: il regolamento del concorso e il rispettivo bando di partecipazione.

Costernazione.

L'iscrizione alla rassegna comporta il pagamento di una quota di iscrizione di 20 euro”.

Cerco di farmi scendere un attimo il sangue dagli occhi senza schizzarlo via.

Quindi vado a ricercarmi, sulla pagina di Paola, il post con il link al volantino virtuale.

Dunque, scrivo tra i commenti (nessuno ancora ha detto niente...magari gli va bene comunque...ma è proprio questo il punto...continuamo pure a stare zitti e a prenderlo nel culo senza sputazzo, noi):

Grazie di cuore, Paola. Ho mandato loro una mail per saperne di più e mi hanno precisato che la sola partecipazione costa 20 euro. Nel volantino da te gentilmente divulgato non credo ci sia scritto niente in merito. Ingannevole? Mhh, forse. Lasciamelo dire: mi sono egregiamente rotto le palle. Concorsi, eventi e (soprattutto) case editrici la devono smettere ORA di prendere soldi. Se si dice di voler favorire gli emergenti, beh, non c'è menzogna migliore. Un editore, un'organizzazione o chiunque di simile deve avere il coraggio (anzi la sana volontà) di notare persone di talento per prenderle per mano e portarle con sé. Basta, è ora di finirla davvero. Non c'è scusa che tenga ("dobbiamo pagare questo, dobbiamo pagare quello, da soli non ce la facciamo", ecc). Siamo in una fossa e se si continua così non c'è modo di riprendersi. I soldi ci sono se li si vuole trovare, almeno per quel poco alla volta che serve.
L'iniziativa è splendida ma, secondo me, lievemente ipocrita (mi dispiace da morire dirlo) come tutte le altre simili (concorsi, premi letterari ecc; pensa che la Giulio Perrone Editore accetta di leggere, soltanto leggere!, il tuo manoscritto solo se versi 25 euro e partecipi al loro concorso...ma sono modi, questi? È favorire emergenti, questo? Credo proprio di no, se permetti).
Un abbraccio e grazie comunque”.

E siamo allo solite, si! Eccome! Il caso della Giulio Perrone è assolutamente vero. Si tratta della risposta che ho dovuto subire pur essendo arrivato all'uscio del loro ufficio dopo essermi spaccato la schiena (dolorante per una settimana, cure selvagge a botta di Oki) per arrivare lì in tempo. Potevano dirmelo prima anche loro, proprio come questi signori qui. Ma niente. Nisba. Devi sempre arrivare fino in fondo per prenderlo tra le emorroidi privo di lubrificazione. È ora di finirla, gente. Da trent'anni ci fate vivere di sogni o, meglio, di speranze di realizzazione in tutto e per tutto. Per poi riderci in faccia. Non è colpa nostra se per vent'anni abbiamo imparato solo ad esprimere noi stessi su carta e per immagini perché speravamo di contribuire allo sviluppo socio-culturale del nostro stramaledetto paese. Non è per i 20 o 25 euro, chi se ne frega. È per il rispetto nei confronti di chi vuole provarci come voi ci avete provato. Ipocriti. Privi di un qualsivoglia barlume morale. Certo, non sono i soli, questi. Ma bisognerebbe cominciare a fargli un culo così prima del dovuto se si vuole anche solo provare a porre fine al perpetuo scempio intellettuale. Ed è proprio nel nostro stare zitti che compiamo peccato mortale. Come con questo cazzo di fottuto Nuovo Ordinamento universitario: esami raddoppiati, quantitativo didattico intoccato. Risultato: nessuno dice né fa niente. Va tutto bene. Guai a passare per stronzi, ci si compromette il futuro. E quale futuro, poi?

Anche questa è un'altra storia pur essendo la nostra?


3 commenti:

  1. Caro Stefano Gallone,la rassegna è gemellata ad Amref e il ricavato della rassegna verrà devoluto al loro progetto di teatro di strada in Africa, prima di sparare a zero sul tuo blog potevi leggere il bando che ti è stato mandato in risposta alla tua mail, mi dispiace che tu sia tanto disilluso da pensare che ci sia solo malafede. Sabrina Paravicini

    RispondiElimina
  2. Riporto quanto ho appena risposto nella mail da lei inviata.

    "Non getto discredito, Sabrina, esprimo soltanto una considerazione personale, tutto qui. Da parte mia non c'è alcuna motivazione riguardo l'offesa particolarmente diretta (prendo in esame la situazione inserendo anche la Giulio Perrone...e ho la condivisione anche di qualcuno del settore). Se lei ha percepito questo, le chiedo di scusarmi. Sono solo un po' deluso nel ritrovarmi sempre e perennemente di fronte a situazioni a pagamento e sono sinceramente stanco. Ma io, ovviamente, non sono nessuno, quindi non deve per forza di cose ascoltarmi nè tantomeno prendersela. Piuttosto, cerchi di capirmi: ho delle speranze qui rinchiuse nel cassetto e, beneficenza o meno (fa onore, per amore di Dio), partecipare a una serie di concorsi (o quello che sono), molti dei quali a pagamento, per uno studente come me è assolutamente proibitivo. Questo è il succo del mio discorso che comunque finisce qui.
    La cosiddetta "malafede" riguarda il non averlo specificato nel volantino virtuale che ho riscontrato in rete. Fosse stato detto subito nelle indicazioni del volantino, non ci sarebbe affatto da discutere. Non penso ci sia nulla di male né dei problemi o della fatica particolare nello scegliere di scrivere nel volantino riguardo la quota di partecipazione e la sua destinazione di beneficenza.
    Se vuole che io cancelli il post del mio blog, che tanta diffusione non ha nè mai avrà, me lo dica e lo farò.
    Cordiali saluti

    Stefano"

    RispondiElimina
  3. E comunque il bando e la scheda di iscrizione mi sono stati inviati dopo l'aver letto il volantino. Quello che dico, lo ribadisco, si riferisce al volantino.

    Saluti

    RispondiElimina