martedì 28 dicembre 2010

Atac o morte

Come di consueto, Il fatto quotidiano, anche oggi, è stato probabilmente l'unico giornale ad aver ancora una volta scavato a fondo nel marciume italiano. Assieme ad esso, forse, solo Repubblica, anche se con toni meno diretti e maggiormente riferiti al versante antisemita. Lo ha fatto e continua a farlo con cose reali, non invenzioni gialliste di stampo belpietriano/feltrista. Lo si può criticare in tutto ma non in questo, tutto sommato.

E allora sentite questa, è favolosa: Atac, l'ex Nar che insulta ebrei e studenti. Si tratterebbe, infatti, di una traccia web raccolta da Il messaggero e analizzata oggi dal Fatto. Sembrerebbe che tale Francesco Bianco, ex Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari, gruppo terroristico di ispirazione neofascista) ora assunto dall'Atac grazie alla recente giostra di clientelismi a iosa inaugurata dal buon camerata Gianni Alemanno (ex Msi bombarolo e ora sindaco di Roma nonché marito di Isabella Rauti, a sua volta figlia di Pino Rauti, storico esponente Msi), al passare dei cortei anti riforma Gelmini sotto la sua beata e tanto sudata postazione, abbia commentato il panorama visualizzato con le seguenti parole scritte sulla sua pagina di Facebook (prontamente sparita): "C'ho i rossi sotto la rimessa". Qualcuno gli ha risposto: "Che famo...caricamo". Lui ha ribattuto: "Ero tentato da tirà qualcosa dal terrazzo, ma co 'sta panza richiavo de cadè de sotto". Qualcun altro ha esposto il suo pacifascismo: "Me sembrano pacifici...lasciali passà", oppure "Giusto pacifici...praticamente giudei".

La cosa più dolorosa, però, che Bianco abbia mai potuto lasciare scritta su un social network è la seguente: "Annate a lavorà, e se non ci riuscite fateve raccomandà"...


...lo dice anche...


Raccomandazioni. E chi le rifiuta più, oggi?! Chi non ne riceve almeno un po' dopo tanto sperpetuo di dignità personale andando a leccare natiche manco fossero gelati alla frutta in pieno agosto?! È all'ordine del giorno, non credete?. È la nuova morale unica e vera, il nuovo valore puro. È ovvio: la bestia sono io che una raccomandazione, a suo tempo, finita la scuola, la rifiutai per tentare di dare inizio ad una nuova vita in completa solitudine professionale, pur di seguire il mio istinto (magari un filino peccatore in orgoglio, ma non è mai un completo difetto) di sognatore e aspirante pensatore (che paroloni). E questo è il risultato: lo scemo sono io. Devo anche sentirmi dire "Annate a lavorà" da uno che è stato messo lì praticamente con la forza, tanta era la sua celestiale volontà di rendersi paladino di se stesso oltre gli scontri di piazza.

Abbiate un pizzico di decoro interiore (so che è quasi impossibile per gente come voi, ma fate uno sforzo oltre i vostri limiti, se potete): certe cose, almeno, tenetevele care, che è meglio. Non c'è bisogno di ricordarmi che studio, immetto moneta nell'economia e miro ad un lavoro che non avrò mai e che, se mai conquisterò, servirà a pagare i vostri debiti da viscidi magnaccia di una nazione prostituita e gettata tra le fiamme dei copertoni in via Salaria.


Perché, signori miei, a parte me che sono solo un povero stronzo con sogni chiusi in un cassetto rotto, ci sono altri "rossi" che di lavori ne fanno due e non uno in regola. Tra pagamenti in nero e contratti atipici, con questo fottutissimo tempo determinato siete riusciti a tenere al caldo le vostre poltrone lasciando gente come noi al freddo e al gelo senza manco il bue e l'asinello, stanchi anche loro di essere sfruttati ("pagatevi il riscaldamento condominiale", direbbero oggi). È una situazione che tutti noi, cari i miei bastardi, siamo costretti ad accettare per pura necessità: o questo o niente. "Ma è così che va, oggi", dicono. Certo, è così che va. E finché c'è, si consideri che almeno c'è. Solo non ricordatemi puntualmete, ogni fottuto giorno di merda che passa in questo paese assurdo, che sono stato, sono e resterò per sempre una nullità assoluta.


Ma per l'opinione pubblica va tutto bene. Chi se ne frega se siamo in centinaia di migliaia in una piazza: siamo solo stronzi di passaggio che danno fastidio per un po', ma poi, una volta che tutto è finito, si torna alla normalità. E qual è questa normalità? È la normalita del nostro amato cavaliere che arriva anche in Spagna per chiudere il canale "All news" della Cnn+, la versione spagnola del network statunitense, per sparare a raffica, al suo posto e 24 ore su 24, il "Gran Hermano" (il Grande Fratello, cazzo; si, è proprio lui). Dove gli iberici prima trovavano solo notizie, ora trovano solo minchiate. Minchiate che fanno rabbia, sempre più rabbia, perché (proprio come qui e come ovunque) ciò che accade in uno schermo/scherno è sempre l'esatto opposto della realtà. È troppo importante direzionare l'attenzione pubblica sulle cazzate per non fare in modo che qualcuno apra anche solo una mezza palpebra per provare a capire perché sente una puzza di merda così forte. Come diceva quella strepitosa canzone di Edoardo Bennato? Ah si: "E per distrarli dalle cose serie / ogni domenica li mandava in ferie / tutti allo stadio a farli divertire". E menomale che adesso non c'è Nerone veramente, allora.


Il bello è che cerchi, magari, anche di parlarne con qualcuno e vieni puntualmente additato come sovversivo, impostore o terrorista dell'ottimismo. Quasi ti pigliano per "schiattamuorto" (traduz: iettatore). Io non sorrido al sentir rispondere "Lo sapevo già" una volta spuntate fuori le dichiarazioni di Wikileaks che mettono a nudo (finalmente) il potere in mondovisione. Io mi incazzo. E tanto, perchè non bisognava arrivare così in ritardo nel prendere certi provvedimenti, anche da parte nostra.

C'è tanta (davvero tanta) gente che vuole continuare a farci dormire sonni tranquilli, senza però aver capito che ci basta un minimo di potere in più per poter attribuire alla parola "sovversione" il suo vero significato, quello morale e affettivo del desiderio di resurrezione di una nazione in ginocchio.

1 commento:

  1. giovanni parrotta28 dicembre 2010 18:47

    bel pezzo...triste realtà! altro sarebbe superfluo

    RispondiElimina