giovedì 20 gennaio 2011

Il virus del pelo pubico

Di nuovo: lo sapevate? In Italia, se qualcuno fa il proprio lavoro conoscendo, seguendo e rispettando le regole, viene reputato "punibile". Anche se fa il pm. Soprattutto se fa il pm.

L'Italia è sempre stato e continuerà ad essere in eterno il paesaccio in cui la televisione regna sovrana scoreggiando in faccia agli inevitabili percorsi giuridici, forse proprio perché inevitabili. Ti invitano cordialmente ad accomodarti in un'aula di tribunale, anche se ti accusano di colpevolezza, per vedere un po' se sei realmente perseguibile a norma di legge o no. Insomma: abbiamo delle prove che più concrete non si può, parliamone e vediamo cosa fare. E tu, invece, almeno da quindici anni a questa parte, scopri che veramente puoi rivolgerti, con ottimi risultati pubblici, al primo tuo cane fedele di turno per far mandare in onda, manco fossi Bin Laden, un videomessaggio dove reciti la parte dell'umanoide perseguitato e implorante la condanna a morte di ogni forma di legalità, inclusi eventuali germi da contagio. Ma in terza serata, per carità. Dovessi mai disturbare la non stop del Grande Fardello. E la farsa che hai registrato, rifacendola chissà quante volte perché il tuo aspetto non era abbastanza affranto (ma lasciava presagire troppa preoccupazione e sudorazione ghiacciata), te la mandano pure senza alcuna recriminazione. Non tanto, certo, perché sei il loro padrone, quanto perché, in sostanza, pur essendo in terza serata, fai uno share stellare, oltre che notizia disarmante e assolutamente mirata a distogliere l'attenzione sui problemi pubblici di cui non sogneresti mai di occuparti (problemi che, tra l'altro, sarebbero anche strettissimamente legati a quelli dai quali ti stai parando il culo pieno di stampate che ti ha tirato la giustizia, puntualmente nascoste ma pur sempre doloranti). Conflitto di interessi anche qua, tra l'altro: ovvero quella boiata colossale della trasmissione di Signorini (l'unico "ricchione" gradito dai gusti ben mirati del premier) che intervista la zoccola di fiducia pagata in straordinario per sparare minchiate contraddittorie e assolutamente insostenibili. Cazzarola, ci sono le prove! E finiamola!

Poco importa se le notizie da dare davvero in edizione straordinaria, per giunta restando tristemente in tema, potrebbero essere, che so, quelle riguardanti l'arresto di Carine Roitfeld, direttrice, da dieci anni, di Vogue. Il reato? Pur trattandosi di territorio francese, pare proprio che l'Italia (di per sé in netta scia post filippina o comunque territorialmete attinente alla prostituzione minorile da turismo sessuale a un dollaro a botta) abbia insegnato a sfoggiare quanto di più sfacciatamente alla moda si possa sparare in piena visione pubblica: ragazzine (in realtà vere e proprie bambine!) in pose provocanti e, come se non bastasse, vestite in maniera succinta e truccate come delle luride puttane di alto rango. Età media? Sette anni. Eventuale ideologia genitoriale? "Ma si, intanto porta i soldi a casa. Tanto prima o poi comunque dovrai imparare". Sono i primi virusi per i quali l'umanità intera dovrebbe cominciare, dopo milioni di anni di soprusi, a studiare proposte di antidoto.

Nonostante antipatie più o meno sportive, onore alla Francia che certa gente la sbatte in galera a calci in culo e senza troppi giri di parole. Chissà se si comporterebbero alla stessa e identica maniera se ciò accadesse al loro presidente. Probabilmente si, chi lo sa. Saranno pure nostri cugini calcistici ma non son mica scemi di guerra come noi che siamo pure tutelati dal Papa e dalla Chiesa Cattolica (già abbastanza esperta dell'argomento, più o meno). 30 e lode a chi ha ancora un mezzo sentimento in corpo.

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