lunedì 17 gennaio 2011

Ipocrisia a reti unificate

L'una e mezza di notte. "Minchia", direbbe Coliandro.

Berlusconi si para il culo in differita su Rete 4, ovviamente la sua televisione più di fiducia (chiaramente il Tg5, "Canile 5", gli darà carta bianca per una replica immediata subito dopo). E ovviamente nella più totale assenza di contraddittorio (qualcuno avvisi La Russa: anche il suo padrone è un vigliacco, a parità di giudizio). Nonchè la sua unica speranza di farsi credere in tutte le puttanate che continua, da buon sciacallo, ad affermare a sua finta ed indecorosa discolpa (ah, che attore...) è la lobotomia mediatica dei vecchietti rincoglioniti che si svegliano or ora dall'assopimento post cena sulla sedia dondolante, inebriati nel dormiveglia di una coscienza che (pure la loro, ormai) comincia ad essere anche un tantino stanca di essere presa per il culo dopo un secolo di infamie vissuto sulla loro stessa pelle (cristo santo: ci applaudono anche, adesso).


Lobotomia mediatica. Ovviamente. Ci manca solo Hannibal Lecter che stappa una bottiglia di "buon Chianti" e ci accoglie con un "favorite?". La nostra condizione mentale e civile è proprio la medesima di Ray Liotta al tavolo della cucina nel sequel. Un po' di bava alla bocca, sguardo spento, capacità assimilative prossime al sottozero. Scatola cranica aperta e in piena operazione culinaria, soprattutto.


Tutto d'un tratto te lo vedi là di fronte per colpa di quel maledetto dito pollice della mano destra che ha lisciato, meschino, il 2 del 24 di RaiMovie, giusto un minuto prima di provare a vedere che horror-splatter vagamente ridicolo sparano in dodicesima serata prima di spegnere, tirare una mezza loffa e andare a letto. Di botto te lo trovi di fronte e a momenti un infarto ti piglia e ti porta al creatore senza passare per il "via". Guardalo, quant'è bello. Con quella sua espressione così seriosa (dov'è finito quel sorriso a 72 denti di qualche anno fa? Paura, eh?!) e preoccupata del bene comune attualmente di maggior uso e consumo: la privacy. È molto teso, testa d'asfalto. È davvero intimorito per la decadenza della giustizia italiana che, attenzione, non perseguita solo lui ma milioni e milioni di italiani. E certo: è stata infranta la legge nell'essere andati a toccare fatti intimi e personali. Per carità! Non è stata, però, sfondata a rotture di setto nasale e calci nelle palle la legge stessa nell'atto di istigazione a delinquere esercitato (telefonicamente, poi) nei confronti di un ufficiale in servizio costretto a rilasciare, contro normale procedura e, tra l'altro, con una platealmente inventata motivazione (la nipote di Mubarak...ma come cazzo ti vengono, certe cose...) una delle tante luride mignotte di fiducia! (Non rompetemi i coglioni con "ma si chiamano escort" che vi apro il culo. Sono mignotte e, peggio del peggio, tutt'altro che sfruttate! Punto e basta. Chiamo Coliandro, eh...). Dello sfruttamento della prostituzione e del fattore minorenne me ne sbatto: non prendiamoci per il culo, sappiamo di vivere (vivere?) in un paese dove sono proprio questi elementi, tra gli altri conoscenti, a muovere enormi container di merda nel circuito finanziario nazionale. Quello che mi fa letteralmente vomitare è vedere ancora una volta (ormai davvero non si contano più) uno che dovrebbe fare i miei interessi (ecco: "dovrebbe") occuparsi solo ed esclusivamente di faccende personali (legge e fica) spacciandole, da buon pusher morale, come problematiche di preponderante interesse nazionale. A me per una multa del cazzo mi mandano la cartella esattoriale, vaffanculo.


Lo so, sono sempre le solite parole. Sempre le stesse. Come, però, sempre gli stessi sono gli scempi che siamo costretti a subire in catene (a volte basterebbe davvero anche solo uno zombie mal truccato a strapparmi una mezza risatina), col bavaglio e senza poter mettere seriamente in chiaro, una volta per tutte e arrivando al cervello ammuffito di chiunque, la faccenda nella sua completezza: siamo governati da un potenziale ergastolano, se è vero che "è la somma che fa il totale". Come ha detto il mio amico Federico, "Berlusconi in tv: <<è una persecuzione>>. La nostra!"

È ora di finirla. In qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo. Non se ne può più, per pietà. Provo seriamente vergogna e rancore. Soprattutto vergogna. Giusto l'altro ieri, in biblioteca all'università, parlavo con una mia amica tedesca del disastro che siamo costretti a sopportare. Poverina: si chiedeva, ad occhi sbarrati, come è possibile restare con le mani in mano a non fare niente nei confronti di una simile presa per il culo continua ed imperterrita. Ho cercato di spiegarle qualcosa, di come, tra le altre mille cose, siamo censurati moralmente e civilmente se non proprio presi per pazzi terroristi filocomunisti e giustizialisti. Ad un certo punto mi sono accorto che erano passate quasi due ore e, volendo, dovevamo anche studiare un po'.

Quelli che sono andati, sono andati da trent'anni almeno e non c'è verso di recuperarli. Ma almeno noi (come già stiamo provando a fare, va dato atto assolutamente) svegliamoci. Tutti quanti, non uno si e uno no. Tutti quanti. Adesso.

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