lunedì 10 gennaio 2011

Messaggi subliminali

Domani sarà l'ultimo giorno di mia permanenza natalizia in quel di Avellino. Alle 14:30, infatti, mi toccherà riprendere quel fatidico autobus dell'Air che mi porterà dritto dritto di nuovo nella capitale con un solo, unico ed indelebile comandamento: vedi quello che cazzo devi fare. Speriamo bene. Cristo santo, che sofferenza.

Pertanto, oggi mi apprestavo, come di consueto nella mia città natale, a sostenere una mezzoretta di passeggiata verso mezzogiorno o giù di lì, attività quasi ininterrottamente accompagnata dall'acquisto di un paio di quotidiani. Il lunedi, come sapete, è il giorno di riposo del Fatto Quotidiano. Di conseguenza, sulla via del ritorno a casa, mi munisco unicamente di Repubblica. Pago, mi sparo il giornale sotto una ascella, mi volto e mi incammino verso la mia umile dimora. Arrivato sotto al portone, probabilmente avrò pure tirato giù tre o quattro santi non avendo ricordato, già al momento della discesa, che mi sarebbe toccato risalire a piedi per le scale visto che hanno staccato la corrente elettrica per lavori in corso. Prendo atto della mia considerevole panza in via di sviluppo e mi accingo alla scalata di quattro solidissimi piani, per poi scoprire che, invece, l'ascensore si alimentava da un altro sistema elettrico e non da quello sottoposto a lavori. Quisquiglie. Arrivo, prendo le chiavi, apro la porta ed entro richiudendola alle mie spalle. Vado al cesso, mi cambio, eccetera eccetera.

Nell'attesa di mia madre che torna da lavoro (alle due e mezza, porca la malora), sfoglio Repubblica...e arrivo a pagina 23 (dopo aver risposto a me stesso, interiormente, al titolo di pagina 21, Il Papa contro la moda dei nomi bizzarri. "Date ai vostri figli solo quelli cristiani": voglio pensare che intendesse dire "cristiani" nel senso del sinonimo dialettale di "decenti", seguendo la trafila dei vari Chanel e dintorni).


Insomma: pagina 23. Titolo: Giovani imprudenti e confusi sul sesso. È boom per la pillola del giorno dopo. L'articolo, in effetti, parla della paura delle nuove generazioni, in particolar modo del versante femminile, riguardo il rischio di gravidanze indesiderate. E se ne leggono di divertentissime, in tutta sincerità: non sapevo, ad esempio, che per alcuni fare l'amore in piedi significasse maggior possibilità di contraccezione, così come una "lavanda al limone" salvasse da un rapporto non protetto o la Coca Cola fosse un anticoncezionale. Esilarante.

Scorrendo l'articolo, però, mi imbatto nell'uso sistematico di termini precisissimi: "ignoranza", "istituzioni", "educazione", "scuole", "morale", "responsabilità", "allarme".

Finito di leggere l'articolo, allora, il mio occhio scivola verso il basso per vedere, ovviamente, se c'è dell'altro. E che ti trova? Una pubblicità...della Luiss! Si, l'università privata!

Signori miei carissimi: se non è un messaggio subliminale questo...


Magari sarà una follia alla Jim Carrey del film "23" (ma guarda un po', proprio quello della pagina), dove il maledetto numero fuoriusciva da qualsiasi fonte esistente, anche la più inimmaginabile. Fatto sta che il messaggio pubblicitario ha trovato il suo incentivo gratuito e assolutamente inconscio. E già, perchè sembra proprio che il messaggio satanico sia: "espugna il tuo conto corrente e vieni alla Luiss, dove non troverai mai ignoranzaistituzioni rompicoglioni con riforme assurde (anzi ci aiutano non sai quanto), dove riceverai l'educazione culturale necessaria per una scuola che ti conceda di avere una morale capace di sviluppare in te una responsabilità tale da rappresentare il campanello d'allarme per chi non sarà come te". O qualcosa di simile, insomma.

Come se non bastasse, mi sovviene il numero della pagina: 23...che nella tombola napoletana (o Smorfia, non ricordo bene) è "'o scemo" (lo sciocco), mentre in quella romana è "bucio de culo" (teoricamente "fortuna", ma chissà: sempre buco di culo è). Smentita di quanto or ora percepito o sana presa per (appunto) il culo ad opera di un genio della Qabala con desideri impuri di divertimento personale? Ma cosa avrà voluto dire il nosto santone invisibile? "La Luiss risolve tutti i tuoi problemi", "fesso chi non si iscrive alla Luiss" o "scemo tu che ci stai pure a pensare invece di prendere la decisione giusta"?


Lo so, lo so: sto esagerando platealmente. Ma vista l'aria che tira, di questi tempi, il pensierino ce l'ho fatto eccome. E forse potete anche capirmi: studiando cinema, tra le prime cose che mi hanno insegnato a sviluppare c'è proprio la capacità, più o meno elevata, di recepire (per utilizzarli in futuro) questo tipo di messaggi all'interno della costruzione fotografica e semiotica delle inquadrature, in modo da poter capire il vero senso del film anche e soprattutto dove la sceneggiatura non spiega l'elemento di fondo, il messaggio principale di cui la narrazione si fa metafora o veicolo portante. Potete immaginare, quindi, come la mia memoria, tra tanto altro, sia planata anche su quel simpaticissimo "Fight Club", in particolar modo sulla sequenza in cui Edward Norton descrive i passatempi preferiti del suo alter ego Brad Pitt, sottolineando una sua prediletta passione da proiezionista nell'inserire fotogrammi porno in film per famiglie ("un gran...bel...cazzone!).


Ad ogni modo, fate voi.

1 commento:

  1. Ho fatto teatro per 8 anni quindi capisco bene la malformazione che viene di leggere tutti i sottosignificati delle cose, in più alle medie avevamo fatto uno studio sulle pubblicità e i suoi sotto messaggi quindi anche a me viene automatico fare certi ragionamenti.

    Ti dirò, forse ci facciamo troppe menate complottiste a volte ma a me quello che la realtà ha insegnato è che nulla avviene per caso in queste cose. C' è uno studio di psicologi dietro una pubblicità e c' è uno studio non solo giornalistico dietro l' organizzazione di una pagina di giornale, anche lì entra la psicologia. Poi anche se fosse sul cosa ci serva saperlo... questo è un altro paio di maniche.

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