venerdì 28 gennaio 2011

Prendi me / Dissenso online

Ho deciso: vado anche io a fare il puttano alla villa di Arcore estorcendo la flaccida capacità di veglia mattutina (eh, le orine) del comandante supremo nell'arduo tentativo di fingermi boyfriend di grossi momenti (e non solo quelli) di sbandamento e destabilizzazione di identità del capoccia per provare a vedere se i servitori contabili passano anche a me una bella bustarella piena di carte da 500. Esentasse, ovviamente. Oppure uniamoci in simile progetto a lungo temrine e irrompiamo tutti insieme da Signorini pretendendo il mantenimento che ci spetta di diritto. Meglio se ci spariamo pure una parrucca, un tailleur, un bel paio di calze a rete e un tacco vertiginoso (lasciamo la barba, però, fa più effetto...sai che caciara). Tentar non nuoce. Julia, una mia amica tedesca, ha pure proposto al suo intero sesso di andare a manifestare propro lì davanti con abigliamento pari a più o meno una mezza mutanda. Slogan: "Non disperare: nell'evenienza noi saremmo disponibili". È pure madrelingua tedesca e talentuosa, eh. Solo che il rischio di essere assunte a tempo indeterminato (lì si, eccome) credo ci sia davvero, visti i tempi che corrono. Quell'altra "blowjob teacher" (madrelingua inglese): Andiamo a Roma, come la Carfagna. Tanto pagano i cittadini. E come darti torto, figlia mia. Solo che poi non devi rimangiarti la merda che ti ha creato dal nulla per paura di passare, giovane come seì, il resto della tua vita in galera (occhio alle docce). In ogni caso, felicissimi auguri, sorella.


Vabeh, scherzi a parte. Proviamo a distogliere un attimo lo sguardo dalle zoccole di corte. Seh, peggio che andare a 120 all'ora su una strada piena di buche senza ammortizzatori. Ahia, che dolore di natiche.

Dai genitori troppe pillole ai bambini. Ma si, teneteli pure sotto anestesia totale e vedrete come torneranno buoni e paciosi in meno di un batter d'occhio. Così non avrete più motivo di lamentarvi riguardo gli impedimenti della vostra carriera da supereroi industriali. Dovesse mai mancare qualche centesimo sul conto in banca, per amor di dio. Annozero, scontro in diretta Masi-Santoro. Minchia quante gliene ha suonate, finalmente. Lui e Lerner tra un po' li eleggiamo a paladini della giustizia sociale e del diritto di libera espressione. Menomale che qualcuno ancora sveglio forse c'è ancora. Se non rispetto le regole chiudimi adesso, se hai le palle. Risposta: una mezza supercazzola, tipica dell'uomo impacciato colto con le mani nelle mutande a trastullarsi di goduria preventivata ma non portata a compimento definitivo come previsto dal copione dell'amministrazione di un servizio pubblico nazionale. Una mezza sega, insomma. Sia l'uomo che la volontà stroncata sul nascere. L'ira del Presidente della Camera. Il cavaliere vuole prendersi pure il Quirinale. Anathema, cazzo! Anathema! Mamma mia che incubo. Via, via, pussa via. Annamose a piglià 'n caffè che è mejo, vah.


Aspetta un attimo però. Guarda un po' qua. Lunedi 24 gennaio 2011: La democrazia del web. Così i blogger in Egitto sconfiggono la censura. Slogan e proteste, la politica si fa su internet (Repubblica). Mercoledi 26 gennaio 2011: L'egitto contro la sfinge Mubarak. E il regime ha paura della fine. Migliaia in piazza: guerriglia e morti (Il fatto quotidiano).

Minchia.

Vuoi vedere che, almeno a livello di percentuali, tutti si sono svegliati tranne noi? Che bel collegamento eh? E nemmeno tanto azzardato come quello dell'accorpamento subliminale giovani idioti / pubblicità Luiss (ah, la potenza del collage...che arte). Tam tam su internet e twitter. Sistemi tanto efficaci per contattarsi quanto sfuggenti per chi voglia sorvegliare il dissenso. Ora, violenze ingiustificabili a parte, non ci vuole la zingara per capire che il modo più atroce di contrastare e contestare il potere delle salme è quello di combatterle con le armi che non hanno. Si, un po' come i superalieni venuti sulla terra a fare i predatori assoluti con armi di distruzione di massa inconcepibili dalla mente umana perché troppo avanzate per essere anche solo immaginate da un branco di cretini in regresso. Certo, ragionare in termini di innovazione va sempre bene, ma finché continueremo ad accettare una classe dirigente fatta di antiche cere da museo preistorico sarà davvero complicato introdurre elementi di progresso come, che so, il telelavoro (un po' lo facciamo, e con buoni risultati, già noi aspiranti giornalisti delle testate quotidiane online), l'abolizione del telefono con l'avvento di uno Skype completamente gratuito e, pertanto, democratico, il wi-fi libero sull'intero territorio nazionale in modo da potersi collegare senza tirare sputi e scagazzate su quelle chiavette usb del cazzo di ladri autorizzati vari come Tim, Wind, Vodafone e Tre che, una volta si e l'altra pure, si fanno venire le mestruazioni e scattano di isteria nella convinizone di non voler funzionare o di dimostrarsi lente come una puttana che si spoglia.

Ma intanto noi, già che ci siamo, cominciamo (o continuiamo) a far sapere qualcosa a qualcuno. Cominciamo a divulgare, per esempio, uno studio statistico pubblicato stesso da Repubblica e riguardante i rapporti ideologici (ma anche fisici) degli italiani nei confronti delle insidie sociali sempre in agguato negli irti meandri della nazione. Ebbene, stando all'articolo del 27 gennaio, si evince che ciò che spaventa i cittadini dello stivale non è più l'insieme di pericoli attivati da criminalità e malavita organizzata (il 4,6% degli interrogati pare c'abbia fatto quasi il callo a furia di non parlare, non denunciare o quantomeno segnalare pizzi e non solo), bensì, udite udite, la disoccupazione (48,2 %!). Dieci volte tanto! Seguono altri gingilli del calibro di costo della vita e aumento dei prezzi (6,4%), qualità del sistema sanitario (5,4%) e qualità della scuola (3,7%) tra gli altri. Di solito me ne infischio beatamente dei sondaggi, ma qui credo ci sia da riflettere un bel po' operando per un bel collegamento ipertestuale interiore con l'idea di quei rotti in culo che si stampano su quelle facce di merda un sorriso a 1936,27 denti al solo pensiero di rifilare si e no mezzo centesimo nelle tasche bucate di un povero stronzo tra i venti e i trent'anni (ma non solo) che a momenti, per tre mesi di schiavitù alla volta, ci rimette pure i soldi di un abbonamento ai mezzi di trasporto in una città di grandezza e casino metropolitano abnorme. Se scorrete tra le pagine di questo blog troverete un post in merito. Vorrà pure avere un senso, mi auguro.

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