martedì 18 gennaio 2011

San Silvio protettore dei bisognosi

"Cosa intendo fare per i poveri bisognosi? Una beata minchia!". Così rigurgita Cetto La Qualunque nei suoi comizi di piazza. Osannato, ovviamente. E proprio così, interiormente, riflette il nostro Presidente del Consiglio dei Ministi. Una beata minchia. Ecco la verità: la prova l'ha pubblicata Il fatto quotidiano di oggi. Pagina 8. Una delle migliaia di lettere che arrivano quotidianamente all'indirizzo di San Silvio protettore, martire succube dei rossi. A scrivere è Agnese Dinarello, quarantanovenne maestra elementare con cinque figli a carico e, sembrerebbe, divorziata nonché priva di aiuti dall'ex marito. Unica risorsa: uno stipendio sfregiato da una riforma infame e classista. La donna, disperata, arriva al punto in cui decide di chiedere aiuto al premier. Ecco il tratto saliente della brevissima risposta. Nemmeno da parte di Berlusconi, bensì ad opera dell'onorevole Valentino Valentini.

Pur comprendendo la Sua difficile situazione, debbo comunicarLe che il presidente del Consiglio non può farsi carico dei casi individuali, anche se degni di considerazione.

Poco più avanti si legge:

La presidenza del Consiglio, d'altra parte, non dispone di fondi da erogare in favore dei singoli cittadini in difficoltà.


Milioni di euro a luride puttane di merda lussuriose del cazzo e non un centesimo per chi davvero ne ha bisogno. Ecco una prova indiscutibile della sconfortante ipocrisia non solo del nostro premier ma della nostra classe dirigente per intero. La povera signora Agnese, allo stesso e identico modo di chi come lei se non in misura ancora maggiore, di certo ha più esigenze di una zoccola di professione esperta in fellatio che, se vogliamo dirla proprio tutta, non penso avrebbe serie difficoltà nel trovare un lavoro (attinente alla sua specializzazione, si intende) altrove. O no? Mi sbaglio? La signora Agnese è pazza? Pubblica la risposta alla sua lettera una redazione di nevrotici da ricoveroche se l'è inventata di sana pianta? Non direi proprio.

Eppure San Silvio ci tiene così tanto a ribadire il suo impegno nell'aiutare i meno fortunati. Per contro, la squadra speciale F.I.C.A. comincia a delinearsi. Nicole Minetti, ex ballerina di Colorado Cafè (ammazza che arte) e "igienista dentale" (...non voglio fare commenti se no cado veramente nel porno amatoriale più esplicito di quanto già io non lo sia...), sembra aver assunto per Berlusconi un po' la stessa funzione della Béatrice di quel libro bellissimo che è Che cosa hai fatto di Raul Montanari (leggetelo per credere), ovvero la donna splendente dei desideri più peccaminosi ed estremi ma irraggiungibile nel suo deciso non concedersi al di fuori dell'ambito professionale, nel cui giro, ovviamente, è la più costosa in assoluto, la perfezione fatta donna; si tratta di una femmina dotata di una risolutezza da serial killer nel momento in cui esercita la sua professione di procuratrice di piacere da carne fresca, offrendo solo il meglio di quello che si può trovare non sulla piazza, ma nei locali di fiducia. Come il macellaio che riserva al cliente quotidiano il taglio migliore.

Come spieghereste altrimenti quello che è stato ascoltato provenire dalle sue stesse parole ad un'amica? C'è la zoccola, quella che viene dalle favelas [la risolutezza del serial killer, nds], quella un po' più seria e poi io, che faccio quello che faccio. "Che faccio quello che faccio". Andiamo bene.

Droga purissima, sesso lussureggiante, festini "rilassanti", seni nudi pronti per un "touch screening" all'ultima tecnologia da flauto di pelle elettrificato. Questi sono i bisogni che San Silvio reputa principali. Non mantenere cinque figli senza stipendio né sussidio. Queste sono le cose importanti, non quelle appartenenti alla povera gente. "Io sono io e voi non siete un cazzo". Ve lo ricordate?


Le cose importanti, invece, sono anche quelle che un ragazzo di ventitre anni, Matteo Iannitti, studente di Scienze Politiche, sente di dover ricordare, inoltre, ad un'opposizione dai sonni tranquilli. Anzi, da letargo. Macché: collasso.

Catania. Facoltà di Scienze Politiche, appunto. Assemblea della Cgil locale per l'accoglienza del nuovo segretario nazionale. Slogan dell'assemblea: "Il futuro è dei giovani". "Seh", avrà pensato Matteo il quale, preso il microfono per un intervento già accordato e autorizzato in precedenza, non senza difficoltà di consenzo da parte dei capi (ti pare che mò veramente può parlare chiunque? E no, eh!), ha espresso con necessaria energia il suo dissenso circa la situazione generale. "L'opposizione non dà risposte e non è una reale alternativa". Anna Finocchiaro, lì presente, prende e se ne va. Proprio come Berlusconi soto le grinfie di Di Pietro dopo la fiducia comprata senza vergogna. Voglio sperare almeno senza il "vaffanculo" mimato con la mano. Si, poi rientra, a quanto pare. Ma che bello, però, eh? Com'è piccolo il mondo. Lo vedi che, prima o poi, qualcuno un tantino simile a te in piccolissimi aspetti pure lo riesci a trovare?

Ma non disperate, continuate a dormire sonni tranquilli: San Silvio protettore dei bisognosi aiuterà anche voi, proprio come voi lo avete già aiutato almeno due volte.


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