sabato 1 gennaio 2011

Se non apriamo a questi ragazzi...

Se non apriamo a questi ragazzi nuove possibilità di occupazione e di vita dignitose, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa, non solo per loro ma per tutti, per l'Italia, ed è in scacco la democrazia. Proprio perché non solo speriamo ma crediamo nell'Italia, e vogliamo che ci credano le nuove generazioni, non possiamo consentirci il lusso di discorsi rassicuranti, di rappresentazioni convenzionali del nostro “lieto vivere” collettivo. C'è troppa difficoltà di vita quotidiana in diverse sfere sociali. Troppo malessere tra i giovani. Abbiamo bisogno di non nasconderci nessuno dei problemi e delle dure prove da affrontare, proprio per poter suscitare un vasto moto di energie e di volontà capace di mettere a frutto tradizioni, risorse e potenzialità di cui siamo ricchi. Quelle che abbiamo accumulato nella nostra storia di 150 anni di Italia unita.


Così si è espresso, ieri sera, alle 20:30 circa, in un determinato frangente del suo messaggio di fine anno, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Il nostro presidente. Il mio presidente.


Finalmente.


Finalmente qualcuno che ha capito di non dovermi lasciare solo neanche per cause fortuite. Almeno così sembra. Anche se solo a parole, in quei ventidue minuti, forse, e dico forse, in un contesto sociale allo sfascio, mi sono sentito davvero molto meno solo. Meno solo nel pensare di volermi rimboccare le maniche e di dover per forza di cose andare a fare un mazzo a tarallo agli ipocriti sfruttatori di necessità, viscidi ricattatori di un'intera generazione nel loro sottovalutare (o non considerare deliberatamente) l'importanza di tendere una mano a me e a chi come me, concedendomi un lavoro per ben più di tre mesi (altro che tempo determinato o “a contratto” che non ti si ficca tra le natiche) e non fingendo di non aver compreso a pieno le direttive di quella legge Biagi che, col senno di poi, sarebbe dovuta finire sottoterra al posto di quel disgraziato. Quella legge la capirono troppo bene, invece, questi emeriti assassini del progresso. La capirono talmente bene da riuscire a sfruttarla solo ed esclusivamente per il suo versante negativo, chissà fino a che punto calcolato, poi.

Continuo, nonostante tutto, a non capire perchè il Presidente abbia firmato la riforma Gelmini senza troppe esitazioni, nonostante il recente incontro con gli esponenti dei gruppi studenteschi, occasione nella quale era percepibile, nell'aria semitossica del quirinale, un fresco aroma di pulizia morale e volontà di capire le esigenze del prossimo più diretto, lì al proprio fianco. Ma negli occhi di quest'uomo di 85 anni, ieri sera, lo devo dire: vedevo sprazzi di lucida sincerità umana. Né più né meno.


E allora mi vien da pensare sul serio ad un tentativo di assemblaggio di gruppi di nostri simili per una sorta di insurrezione morale che possa sfasciare il disfattismo provocato da impavidi datori di lavoro schiavizzanti ed opportunisti (per la serie “ti piace vincere facile” se dopo tre mesi mi scarichi con due soldi e chiami un altro poveretto con lo stesso e identico destino, mentre la tua sporca azienda incassa, incassa e incassa senza mai fare indigestione). Allora si che mi cresce dentro la necessità incombente di fare qualcosa, di proporre una di quelle idee che noi, santo Dio o chi per lui, abbiamo! Allora si che occorre, adesso, abbattere definitivamente le barriere di un dialogo con le istituzioni (la porta, almeno una volta, ci è stata aperta e tutti ne hanno le prove, qualunque sia stato il risultato) per dire a chi di dovere: “adesso basta, per cortesia; facciamo cartastraccia da caminetto di precariato e lavoro a tempo determinato e vediamo un po' (più di un po', in realtà) di elaborare, nelle nostre menti, il vero significato di flessibità per comprenderne l'eventuale inutilità capace di farci riflettere sul bisogno, almeno stavolta, solo stavolta, di tornare indietro per riprendere, si, un vecchio modo d'essere e di fare, ma un modo di essere e di fare valido, sano, magari anche leale. Cerchi lavoro? Bene: ti offro questo, o questo o quest'altro. Magari ti va bene, accetti, ti assumo. Lavori per me e prendi questo stipendio mensile (decente) finché morte non ci separi. E basta”.


Ma istituzioni a parte, finchè nella falsa mentalità pseudoitaliana da imprenditorucoli di quarta serie di certi soggetti rimarrà incollata, proprio come il culo di un raccomandato sulla calda e soffice poltrona immeritata, l'insensibilità meschina del continuare, ostinatamente, a comportarsi da puri barbari dello sviluppo sociale e civile di un intero Paese, ci sarà poco da sperare: seppure le regole verranno affinate, chi non le seguirà sarà per sempre (come lo è ora, Cristo santo se lo è) il vero responsabile del vero terrorismo, ovvero quello da assenza premeditata e volontaria di un futuro architettabile, condivisibile e cedibile ai posteri.

Che le parole del Presidente (quelle parole sopra indicate, soprattutto) possano almeno aver fatto smuovere qualcosa nelle interiora di questi farabutti, i veri farabutti. Anche solo per la soddisfazione di immaginarli lì, giusto per qualche secondo (di più non sono e non saranno mai capaci di restare), a spendere quell'attimo di vita regalata e non condivisa dinanzi al passaggio fugace di un microscopico pensiero di futile rimorso.


5 commenti:

  1. Mhà... nnanzitutto mi piacerebbe capire se ci prendono per il culo o cosa. Parlano tutti dei problemi dei giovani tra l' altro ne parla erlusconi che ha 73 anni e questo che ne ha dieci in più) e poi ai giovani sanno solo ammazzare il futuro e non fanno nulla di diverso. Parlano tutti di problemi economici di diverse sfere della società e poi sanno solo aumentare tutto (benzina, bollete, canone ecc.) per una persita totale di mille euro a famiglia annue, praticamente uno stipendio.

    Ti chiedi come mai abbia firmato in fretta e furia il ddl Gelmini? Io mi chiedo perchè abbia firmato in fretta e furia tutte le porcate che questo governo abbia partorito (scudo fiscale, lodo alfano ecc.).

    Il mio presidente di certo non è e di certo non c' è u solo politico e un solo partito che mi rappresenti in un Paese che di unito ha solo i 150 anni di storia sulla carta ma che in realtà unito non lo è mai stato.

    Credo che pensare che queste persone dicano le cose perchè le sentono, perchè sono umani, perchè ci credono sia molto ingenuo. A queste persone scrivono i discorsi e dicono cosa devono dire. Se dicono certe cose in un determinato momento c' è un perchè che non ha nulla a che vedere con il bene degli italiani, con la verità, con la trasparenza e con quello che pensano davvero. Ti sei mai chiesto perchè la crisi italiana è in corso da prima della crisi mondiale ma fino a poco tempo fa tutti facevano finta che non esistesse mentre oggi tutti, Berlusconi compreso, ne parlano in modo così allarmante?

    Che l' anno nuovo porti a noi molto bene e a loro la peste bubbonica.

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  2. Beh, diciamo più, quello che "dovrebbe" essere il mio presidente, certo.
    Concordo su tutto quello che dici, è giustissimo. Dico solo che io, in cuor mio, sento una sempre crescente necessità di far qualcosa, almeno laddove mi hanno graffiato direttamente con continuo disinteresse e sottomissione da stupro di ciò che riguarda ogni prospettiva di futuro. Sento di dover far qualcosa e vorrei tanto cominciare col fare un culo così ai ladri immorali che sfruttano le vicissitudini della flessibilità a loro ingiusto, illegale ed incostituzionale favore. Ma finché sono il solo, o siamo in pochi, non andiamo da nessuna parte. Bisogna che, veramente in massa, ci decidiamo a non accettare più queste forme di sfruttamento schiavista legalizzato.
    In una parola: rivoluzione. Credi sia possibile? Io mi auguro di si e aspetto risposte da qualcuno come me e come te.
    Grazie per il commento.
    Un saluto.

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  3. ...pensa se, in assoluta e totale massa, neanche uno dico uno in meno, la smettessero di accettare contratti a progetto o a tempo indeterminato o il cazzo che li fotte a sti schiavisti della malora...nessuno avrebbe più un lavoratore che producesse davvero qualcosa per lui...sarebbe la loro fine più assoluta...in questo spero, capisci?

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  4. Sì capisco e concordo, però andare a perdere tutto per loro è impossibile e ci si farebbe solo del male. Il comunismo h fallito proprio lì, ha pensato che si potesse fare un discorso comune ma era solo un' utopia, l' essere umano non sarà mai pronto a un discorso del genere e da un lato è normale che sia così. Certo che una rivolta scatterà, questo palazzo di vecchi ladroni è agli sgoccioli, sta finendo. I giovani ne ha piene le palle, il debito pubblico è alle stelle, ogni giorno davanti al parlamento c' è qualcuno che manifesta per la sua sopravvivenza e la sua dignità (gli aquilani, i campani pieni di monnezza, i romani contro il razzismo leghista, i pastori sardi, i contadini per l' agricoltura e il latte, i disoccupati, gli studenti ecc ecc). Hanno scontentato qualsiasi categoria, persino gli industriali e le forze dell' ordine. La rivoluzione è vicina, l' imporante è che si capisca a che parte andare e chi mollare. Andare dalla parte di un possibile vero cambiamento e non tenrsene uno di questi fenomeni da baraccone. Nè n Bossi, nè un Fini, nè un Bersani, nè un Di Pietro, nè un Vendola... solo così si cambierà storicamente davvero... la mia paura è che gli italiani non capiscano questo... ma qualcosa avverrà per forza di cose.

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  5. Seguo bene e condivido ciò che hai espresso a sagge parole. Vorrei solo non dover stare fermo a guardare o aspettare.

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