giovedì 24 febbraio 2011

Io, mammeta e tu

E bestemmiamo un po' su www.wakeupnews.eu .

“Io, mammeta e tu”, cantava Modugno. E “io, mammeta e tu” continua ad essere, purtroppo, il motto inconscio del cinema italiano attuale. Ennesimo esempio: Riccardo Scamarcio sarà il produttore dell’esordio alla regia della compagna Valeria Golino (dal titolo ancora non rivelato), la quale si presenterà, all’inizio dei lavori, anche in veste di sceneggiatrice seppur in collaborazione con Francesca Marciano, David di Donatello 1992 per il fu Maledetto il giorno che t’ho incontrato di Carlo Verdone e collaboratrice per altre pellicole di successo tra le quali spicca La bestia nel cuore di Cristina Comencini (altro “Io, mammeta e tu”?). La Golino, dunque, affronta la sua prima prova dietro la macchina da presa e propone, per patto produttivo, un ruolo importante al proprio compagno. Niente di più scontato ed ovvio, così come, però, niente di più ipocrita e assolutamente ingiusto si può riscontrare nell’ennesima scelta di mercato.

I rischi di mancante padronanza del mezzo, poi, ci sono tutti, ma non è improbabile che l’attrice sarà affiancata da uno o più aiuti regista sconosciuti eppure estremamente più capaci di lei nell’organizzare e gestire il mezzo sia tecnico che artistico (un esempio lo troviamo se guardiamo al primo film da regista di Stefania Sandrelli…e anche lì “Io, mammeta e tu” con la figlia Amanda). Sarebbe, forse, l’unica speranza di vedere al lavoro qualche faccia e qualche nome nuovo. Ma non era proprio il cercare facce e nomi nuovi l’etica e la scelta produttiva di certe case di produzione cinematografiche dichiaratamente indipendenti e votate al sondare il territorio per scoprire potenziali nuovi talenti (Fandango, Indigo, Cattleya, insomma, rispondete)?

Sia chiaro: non accusiamo esclusivamente i diretti interessati. Anzi non accusiamo proprio nessuno. Valutiamo solo l’essenza a lungo termine di un intero settore che prima sceglie di scendere in piazza per protestare contro i terroristici tagli alla cultura e poi, alla sera, rientra tranquillamente nelle sue case ben arredate per stipulare contratti, cifre e accordi di successione. Poco importa quale sarà l’etichetta di produzione e distribuzione del film, dal momento che di nostro interesse è il valutare cosa probabilmente toglie lavoro a giovani promettenti e speranzosi in un posto di lavoro secondo le loro capacità inventive. Per quanto ancora, quindi, occorrerà soccombere sotto le grinfie di stage non retribuiti?

La Golino è un’attrice alla quale è stato attribuito un talento forse un po’ eccessivo rispetto alle sue reali capacità artistiche: speriamo almeno che in scrittura e regia riesca davvero ad esprimere le sue caratteristiche, la sua personalità e le sue eventuali idee in merito. “Io avrò un ruolo. Sarà un altro passo della storia fra me e lei”. “E chi se ne frega?!”, viene da aggiungere sinceramente e col cuore in mano. Il cinema italiano non può certo continuare a permettersi di campare sugli intrighi sentimentali tra i suoi lavoratori, né può permettersi di basarsi sempre e solo sulle stesse personalità in avvicendamento. Qualora continuasse a vivere una simile situazione (e le aspettative di cambiamento sono davvero molto poche se neanche i festival di cinema indipendente riscono ad alzare un po’ la voce), anche il cinema, come la musica e molta letteratura, si fossilizzerebbe nel suo essere più casta di quanto non lo è già nei suoi continui favoritismi e nei suoi interminabili processi di finto rinnovamento (non dimentichiamo che registi bravissimi, considerati emergenti, del calibro di Andrea Molaioli e Alessandro Angelini sono stai aiuti regista di Nanni Moretti per diversi anni).

Intervistato al Torino Film Festival nel 2009, Francis Ford Coppola fece riflettere i giornalisti presenti riguardo la probabile convinzione, insita negli animi di produttori, registi e personalità varie dello spettacolo italiano, di essere eterni. Attenzione, gente. Attenzione, per favore.

(http://www.wakeupnews.eu/scamarcio-produrra-lesordio-alla-regia-di-valeria-golino/)

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