mercoledì 2 febbraio 2011

Non in mio nome

Oggi mi è arrivata una nuova mail da Gianluca, un amico regista con il quale di recente ho collaborato e il quale (ah, se non fosse per lui) mi informa puntualmente su avvenimenti e riunioni di gruppi di lavoratori dello spettacolo in vista dei provvedimenti di protesta da prendere in apposite assemblee nei confronti degli scempi culturali che lo Stato ci sta regalando di questi tempi. La mail contiene un allegato con questo messaggio.


Carissimi Amici, musicisti e non,

continua imperterrita, inesorabile e inossidabile la campagna di svuotamento ed avvilimento dei valori culturali universali con l'ennesimo coinvolgimento di Giovanni Allevi nell'ambito della Musica Classica. La Sinfonica della RAI, infatti, ha convocato il "Mozart del 2000" per rivisitare l'Inno di Mameli e farsi da lui dirigere in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Ciò, insieme all'invito del presidente Renato Schifani di qualche anno fa, per dirigere il Concerto di Natale in Senato, rappresenta una nuova ed inedita vergogna per la Musica Classica e la Cultura italiana.

Ricordo a tutti che nei festeggiamenti del 1961 la Rai lanciava un giovanissimo Claudio Abbado.

Oggi abbiamo Allevi.

Esiste già una petizione on line dove si può firmare allo scopo di testimoniare il disappunto di chi con l'Arte ci lavora tutti i giorni, con amore, passione e dedizione assoluta; di chi crede ancora che si possa contrastare il disegno dei mortificatori della cultura; di chi trascorre ore ed ore al giorno per perfezionarsi al proprio strumento pur sapendo di non poter contare su uno Stato che gratifichi, o almeno che rispetti, il talento e l'impegno; di chi crede ancora che l'Arte e la Cultura siano beni supremi irrinunciabili, come l'Aria che si respira.

Chi abbia voglia di far sentire la propria voce, quindi, vada all'indirizzo che segue e firmi: http://www.petizionionline.it/petizione/allevi-che-rivisita-linno-di-mameli-e-una-vergogna/3258 .

Immagino che anche questa campagna non servirà ad invertire la rotta dell'inarrestabile decadimento a cui, a tutti i livelli, stiamo assistendo;

Immagino che, come al solito, tutti (o quasi) i musicisti di chiara fama, i responsabili e direttori di istituti d'arte e musicali continuino ad ignorare la realtà dei fatti, a far finta di nulla, pur sapendo benissimo che il terreno intorno a loro e alle istituzioni che dirigono diventa ogni giorno più inconsistente, ed ignorando quale messaggio indiretto questa mancata presa di coscienza possa significare per tutti.

Immagino che, anche in questo caso, l'inquinamento culturale continui senza sosta, facendo da sponda al decadimento etico, morale, ed ambientale di cui l'Italia è fiera portatrice.

Resta solo l'orgoglio e la soddisfazione, per chi ci crede, di poter dire: non in mio nome!

Con la speranza di una piena adesione e di una divulgazione capillare.

Grazie.

Roberto Russo

info@robertorussoweb.it


Avrei potuto subito aderire ad una protesta comunque finalizzata all'otenimento di un obiettivo nobile e necessario. Ho preferito, però, salutare il mio amico e rispondere così.


Ciao Gianluca! Come stai? Spero vada tutto bene.

Grazie mille per le mail che mi giri, anzi continua a girarmele senza indugio: sei una fonte di informazione indispensabile. L'altra volta andai all'assemblea per lo spettacolo di "Tutti a casa" e mi sa che continuerò ad andarci: voglio proprio vedere se siamo capaci di fare veramente il culo all'ipocrisia dominante. E grazie anche per questa mail, anche se ti confesso che non so se firmerò. Motivo: ho studiato pianoforte per tanti anni e conosco le personalità di conservatorio, ahimè anche (e talvolta soprattutto) giovani; non fanno così tanto per preservarsi dai maestri conservatori (per l'appunto), superomisti e viscidi nel loro perenne imporsi come detentori del sapere musicale supremo. Ovviamente hai presente "La pianista" di Haneke. Beh, in molti casi corrisponde esattamente alla perfetta realtà. Ovviamente c'è chi si salva e sono tanti. Ovviamente c'è chi del suo sapere e del suo talento ne fa seriamente una filosofia da condividere con spirito eticamente evolutivo. Quello è il ramo da salvare, anche se secco in diversi punti e non per colpa sua: ahimè, attecchisce ad una pianta quasi morta.

Allevi non è per niente simpatico neanche a me, lo trovo sciatto e qualunquista con quell'aria da finto maestro che si dà (dice che è la musica a venire da lui, figuriamoci). Però voglio proprio vedere se i grandi signori da sacro spartito (mezzo di scrittura, tra l'altro, ormai superato e completamente in disuso), con tanto di portabacchette al guinzaglio, saranno mai capaci davvero di lasciare spazio ad un loro allievo di qualità senza continuare a fargli venire le crisi di inferiorità con le continue opere di estrema competizione che instaurano in un'arte che, per un secolo intero, ha avuto più le sembianze di una dittatura che di una forma di libera espressione del fondamentale estro artistico. Per gente di cera che inumidisce gli indumenti intimi sotto i vestiti milionari al Teatro Argentina con i soliti Rossini, Verdi e salme varie (passi Mozart in qualità di genio ribelle ed innovatore), uno come Stravinskij ha quasi sempre rappresentato l'incarnazione di Satana in Terra e uno come Alvin Curran (ho partecipato a suoi laboratori, quindi so di cosa parlo) dovrebbe essere impiccato in pubblica piazza domani mattina...e stiamo parlando di maestri, a modo loro. Quindi non so se prendere parte ad un insieme culturale dal quale ho sempre preso le distanze in qualità di fanatico denigratore delle dinamiche "io sono meglio di te e vedrai se non ti affosserò", movimenti di causa-effetto che non mi hanno mai permesso anche solo di provare a fare di me stesso un musicista nel vero senso della parola.

È giusto farsi sentire, per carità, ma, conoscendo l'ambiente, non credo servirà a qualcosa.

Personalmente preferirei che, se proprio si deve fare qualcosa con l'inno nazionale, venga fatta con modalità, tecnologie e, soprattutto, idee moderne. Curran riesce a suonare per ore con una sedia...

Ma tornando a cose serie: fammi sapere quando ci sei per un caffè, se vuoi.

Grazie infinite.

Un abbraccio

Stefano


Se volete dite pure la vostra.


2 commenti:

  1. Non condivido il post. Credo che Allevi sia una delle più importanti personalità nel mondo musicale classico contemporaneo a livello internazionale. Ha avuto l'unica colpa di scrivere una musica celestiale che, nonostante si esprima con le forme e l'organico classico sinfonico, è riuscita a far innamorare centinaia di migliaia di giovani.
    Sinceramente non lo cambierei con un viscido insegnante di conservatorio che non ha mai messo il naso fuori dalla sua venerabile aula.
    Elisabetta

    RispondiElimina
  2. Ben vengano le diverse linee di pensiero.
    Grazie.

    RispondiElimina