martedì 10 maggio 2011

Lo stronzo sei tu

Mezzogiorno.

Il papà della mia dolce Elisabetta non sta bene, è in ospedale. Al San Raffele di Milano.

Proprio mentre sto scrivendo queste righe, il signor Carlo si sta sottoponendo a degli esami accurati. Che esista o meno un qualunque dio o chi/cosa per lui, sto davvero pregando per tutta la famiglia: persone meravigliose, di una gentilezza incredibile, di un garbo e di una dolcezza inedita al mondo d'oggi. Questa gente si che dovrebbe avere un'immunità. L'immunità dell'eterno benessere. E invece no, perché il mondo, lo sappiamo, dagli e dagli, si stanca anche lui di essere giusto.

Proprio mentre stavo lavorando al computer, circa un'ora fa, mi è arrivato sul telefono un messaggio di Elisabetta che mi comunica di essere a pochi metri da Silvio Berlusconi. Non mi stupisco eccessivamente ma faccio comunque un piccolo salto sulla sedia. “Riobò”, esclamo tra me e me (per non trascrivere altro). Al che, da perfetto straccione squattrinato quale sono, mi ricordo di non avere, al momento, più credito sul cellulare. Quindi, mi faccio richiamare, innanzitutto (ovviamente!) per sapere come procedono le dovute analisi. Al che, successivamente, Elisabetta mi racconta anche che, dopo essere uscita in giardino dalla sala d'attesa, si è letteralmente trovata di fronte all'illustrissimo. Dopo essersi guardata intorno, aver declinato la mia domanda “Gli hai sputato in faccia?” e aver assaporato l'inatteso evento, mi ha rivolto le seguenti parole:

“Sono ad un metro da lui e mi sono voltata per lo schifo. Un niente, un metro e venti. E per smuovere un solo fottuto individuo di un metro e venti, giù con elicotteri, camioncini blindati, auto blu, scorta e (immancabili, ndr) hostess succinte. La prendo come ironia per il corso della giornata”.

E dalle torto.

Al momento non ho la più pallida idea del motivo per cui il divino si sia recato al San Raffaele. Magari sono disinformato in merito e me ne scuso. So solo che il venerabile rimedio umano al cancro della democrazia (forse per questo era lì: per fare il gesto dell'ombrello a virus e tossine), se non vado errato, poco tempo fa si è letteralmente appropriato della struttura, o almeno ne è il maggiore azionista, tramite una cessione del San Raffaele stesso alla Fondazione Mediolanum che, si, avrà pure come intestatario tale Ennio Doris...ma uno più uno fa sempre due, mi pare. E già, perché ora anche gli ospedali sono proprietà privata. Su questo, però, niente referendum. Ma per carità, se mi sbaglio ditemelo.

Ad ogni modo, lo sconforto (chissà se è un bene...di sicuro abbiamo paura di farci il callo) non ci è sceso, ad entrambi, in merito a questioni di proprietà privata. Il motivo portante della nostra vergogna di essere italiani (uno dei tanti!) riguarda l'aver ben (lei) visto e (io) percepito uno spreco di sfarzo e un ennesimo intollerabile eccesso di autostima da parte del nostro (nostro?! Mio e di Elisabetta di sicuro no!) eminentissimo superiore. Auto blu, blindati, arrivo in elicottero, folla in delirio...ma davvero delirio, se è vero che (come dice Elisabetta di aver visto) qualcuno ha anche messo in braccio al verme un bambino in fasce. “Neanche fosse il papa”, commenta lei costernata. “Sarà il figlio dell'anticristo”, concludo io. “Voglio prenderla come ironia della giornata”, ripete.

E speriamo davvero che questo pianeta sia diventato così per ironia. L'ironia della sorte di chi non se lo può permettere ed è costretto anche a vedere simili spettacoli pirotecnici con tanto di “suca” alle spalle. Ma lo stronzo, lo sappiamo benissimo, non è chi si pavoneggia del suo bel vivere tra barzellete che non fanno ridere e inculate popolari, che sia primo ministro, il vincitore del superenalotto o un ereditiere rincoglionito dalla ricchezza istantanea e fulminante. Lo stronzo sei tu che mi stai leggendo, tu che non ti puoi permettere di far sapere a mezzo mondo che ti sei svegliato, che hai fatto colazione, che hai cagato merda e (almeno lì) non oro, che ti sei sciacquato lo scroto che non hai, che hai ancora la facoltà di camminare nonostante ti si venga a pigliare con l'elicottero sotto casa e che, dopo una giornata di duro e dispendioso lavoro, vai a fare finta di scoparti le ragazzine (anzi, te le fai venire a scoparti a casa, per ovvio lusso di comodità e per via del fatto che, tanto, non ce la fai) concedendo loro adibiti spazi di abitazione appositamente costruiti con le ricchezze dei contribuenti.

Lo stronzo sei tu che non sei nessuno.

Lo stronzo sei tu che non te lo potrai mai permettere.

Lo stronzo sei tu che non conti un cazzo.

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