martedì 28 giugno 2011

Io me ne fotto del 6 luglio e continuerò a dire quello che cazzo mi pare!

Sembra che la delibera sia ufficiale. A partire dal prossimo 6 luglio, l'autorità delle telecomunicazioni avrà “il diritto ordinario di oscurare siti internet senza processo”. La notizia estesa la trovate qui: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/6-luglio-muore-il-web-italiano/2154694 .

Mi sembra assolutamente chiaro che si tratta dell'ennesimo tentativo, puerile e assolutamente inconcludente (ma evidente ed osannante uno stato di delirio totale di quelli che dovrebbero essere i nostri dipendenti ed invece se ne stanno comodi comodi col culo in parlamento a giocare con l'ultima versione di Super Mario Bros sull'ultimo modello di iPad regalato dai contribuenti; poi “ops, stanno parlando un po' troppo”) di censura dittatoriale da vero regime nei confronti della sacrosanta ed irrevocabile libertà di espressione, principio portante non solo della legge interplanetaria quanto dell'essere umano in sé. Né più né meno.

Lasciando scorrere gli occhi sulla notizia, badando bene a non sporcare di sangue strabordante la tastiera del computer (l'unica vera arma che ci resta e che continueremo, tutti, ad usare in eterno, perché tanto, nella sostanza, non ci fermeranno mai), si legge chiaramente che l'Agcom, in tema di “tutela del copyright online” (e che tutela...da veri professori), ma in realtà per far comodi Mediaset, Berlusconi, relativi azionisti e, soprattutto, intere classi dirigenti (tanto destra quanto sinistra, che nel frattempo non mi sembra abbia poi avuto tutta questa smania di presentare una qualche mozione di sfiducia a questo governo di infami e puttane dopo lo schiacciante risultato referendario; anzi, c'è gente che, ovviamente, se ne fotte e privatizza ugualmente gli acquedotti, vedi Civitavecchia in primis) che proprio non vedono l'ora di fare gli interessi del paese..si...quelli relativi ad una necessità di anestesia totale anche, anzi, soprattutto nell'ambito di quella che è sempre stata, è e sarà (cristo di un dio, se sarà!) la loro ghigliottina, la loro spina nel culo reale, la loro fine più atroce e sanguinosa, il loro anticristo in Terra: Internet! La voce del popolo! L'occhio rivelatore della gente! Il mezzo di cui il comune mortale dispone per sotterrarli tutti, dal primo miliardario all'ultimo portaborse, facendogli scavare la loro stessa fossa piano piano, lentamente, con calma e con gusto. Perché è di questo che si tratta: tempo al tempo. Sono in delirio. Stanno morendo davvero. Non hanno più risorse se non le solite: limitare, vietare, oscurare, insabbiare, affossare, zittire.

Rubi legalmente? Candidato. Intercetti? In galera! Sputtani? Omissis! A morte!

E allora giù con le risate al sangue: “Non c'è spazio per la mediazione, Agcom intende approvare la delibera-censura in fretta e furia”. Non sia mai! Non si perda un secondo di prezioso tempo in più!

Lo vedete coi vostri occhi: hanno paura. Sono letteralmente terrorizzati dal nostro potere (il vero potere). Vedono seriamente messo in discussione il loro (misero). E menomale: almeno questo, forse, lo hanno forse afferrato. Ma la soluzione che scelgono, i nostri cari signori, è quella sbagliata. Ancora una volta. Perché non servità a niente. A niente.

“Autorità garante delle comunicazioni”? Inappropriato. Direi, oramai “Autorizzati gerarchi criminali ostinati millantatori”, per non dire altro.

Con la scurrile scusa di “oscurare siti web accusati di facilitare la pirateria, senza passare da un regolare processo ma solo a fronte di una segnalazione da parte dei detentori di copyright”. Certo. Si è visto come hanno eliminato la pirateria dalla faccia della Terra. E si vedrà pure come elimineranno il diritto di espressione. Sono ridicoli. Tutti. Non sanno. Non sanno che la rete è inarrestabile. Non sanno che le loro possibilità di sopravvivenza sono più che limitate. Non sanno che la gente comune, il popolo, le persone, gli esseri umani (quelli veri, non loro) gli hanno messo le mani al collo e stanno cominciando a stringere. E a stringere forte. Val di Susa, precariato...l'Italia peggiore, insomma (muoia Brunetta con Lupi e tutti i mestruati piagnistei), quella che va soppressa, quella che infastidisce eccessivamente, quella che proprio non si può tollerare, quella dei no guidati dai partiti politici. Professor Ballardini, non si sconforti se il suo treno fa 40 minuti di ritardo: può chiedere il rimborso. Proprio lei, poi. Spero abbia voluto scherzare. So che ha voluto scherzare.

“L'autorità non avrà i mezzi per gestire le decine di migliaia di segnalazioni che arriveranno. Sarà il Far West, ci saranno decisioni sommarie, ai danni di siti anche innocenti”. Ovviamente, fare di tutta l'erba un fascio, come sempre, come di consueto, è abitudine da veri italioti. Ma non si accorgono che sarà proprio questo fare di tutta l'erba un fascio a portarli sull'orlo del precipizio del ridicolo perché, da che mondo è mondo (e che mondo...) chi muore “per caso”, poi, rinasce “per caso”. Una, due, dieci, cento, mille volte glielo adageresti comodamente tra le natiche come loro lo hanno adagiato nelle tue per oltre un quarto di secolo. Et voilà.

“- Ma la censura avrà anche un colore politico? - Si e questo rende la cosa ancora più grave. Siamo in un paese in cui la denuncia per diffamazione è facile ed efficace per mettere a tacere i media”. Poveri. Miseri. Mi fate pena. Siete l'ombra di voi stessi, responsabili di decadi di arretratezza tecnico-culturale. La vostra stessa malattia incurabile.

“Faremo ricorso al Tar del Lazio. Se necessario a Bruxelles”. Si facesse anche ricorso alle sedie elettriche, sarebbe più appagante. Meglio: la crocifissione sul colle. Questa gente non ha nulla a che vedere con la realtà delle cose, con il progresso, con l'evoluzione umana, con la superiorità sublime di coloro che giudicano (e hanno sempre giudicato) inferiori. Si facesse tranquillamente ricorso al sacro ministero del “me ne fotto e continuerò in eterno a dire quello che cazzo mi pare".

La vergogna di essere italiani, in casa Gallone, dilaga senza argini. Questo non è più un paese, è un campo di stermino morale e non solo. Ma ne pagheranno tutti le conseguenze. Tutti! Perché non sono neanche queste le misure per fermare un popolo in rivolta. Non si ferma un popolo in rivolta.

Chi vuole mi segua, come io seguirò.

1 commento:

  1. Ho tutti i post e i video nel pc, se mi chiudono i canali ne apro altri e rimetto tutto in Rete fino alla nausea. Se non basterà andrò a Roma a tirare sassate su quell'edificio che non rappresenta più nessuno. Disobbedienza civile! E' l'unica libertà che abbiamo.

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