giovedì 20 ottobre 2011

Se facessimo tutti così, fallirebbero in migliaia!

"Ascolta un cretino", diceva Claudio Bisio nei panni dell'esilarante Micio in un'edizione di Mai Dire Gol di tanti anni fa. E allora ascoltate sto cretino qua, che già da mesi vi diceva che se si prendesse tutti quanti (ma proprio tutti!) la stessa sacrosanta decisione fallirebbero in migliaia domani mattina.

Sul sito del Fatto Quotidiano sono apparsi, ieri, due articoli tra i quali non posso non notare una correlazione più che fondamentale.

Il primo (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/indignata-per-stage-gratis-le-danno-della-mignotta-allestero-ho-un-contratto-vero/164701/ ) pone il caso di una ragazza, Caterina, 28 anni, laurea praticamente a pieni voti al Politecnico di Milano, ottima conoscenza di quattro lingue e candidata ad un posto di lavoro presso "Flash Art", una delle più importanti riviste d'arte. Potete tranquillamente far scorrere l'articolo sotto i vostri occhi per venire a conoscenza di come le sia stato dato della "mignotta" solo ed esclusivamente per aver insistito nel ricordare all'esimio e magnifico dottor Giancarlo Politi, direttore ed editore della rivista, quanto è stronzo e quanto dovrebbe vergognarsi di equiparare la speranza generazionale in un qualunque futuro al "lusso" odierno di "lavorare a buoni livelli". La ragazza ha voluto tentare ugualmente di ottenere il lavoro anche se "gode" già di un contratto regolare, si, ma prima in Germania e poi in Inghilterra: l'equivalente in Italia le prometterebbe al massimo di fare presto la fame qualora voglia mettere su famiglia, se mai ci riuscisse.

Insomma, siamo sempre alle solite, sempre punto e a capo, senza mai riuscire a prendere la fottuta decisione di stracciare e incenerire, tutti, questa cartastraccia sporca di merda fresca chiamata precariato. Tutti tranne lei, che per rispetto della propria persona (cosa molto rara anche questa, al giorno d'oggi), alla divina imposizione "prima impara a scrivere, a leggere dai siti e giornali del mondo, a fare una notizia in dieci righe, a fare l'editing di un testo, a impaginare con InDesign e poi potrai avanzare pretese. La mia azienda non è beneficenza" e al successivo insulto (agli effettivi lavoratori della rispettiva azienda) "vada a lavorare da McDonald", ha risposto preservando la sua autorevole dignità esprimendo "La beneficenza se la faccia fare lei, povero indigente che non può nemmeno pagare un povero stagista il minimo". Reazione: "Ora anche le mignotte debbono parlare quattro lingue, conoscere l'arte e InDesign. Il globalismo fa miracoli". Non credo proprio che qui non scatti una bella denuncia a questo pezzo di merda secca, oltre alla solita, inutile ed inconsistente (ahimé, purtropo è così) lettera a quel morto di sonno di Napolitano, azione giusta e primaria ma, da sempre, quantomeno sterile.

E allora ditemi cosa stiamo aspettando, ancora. Cos'altro ci vuole per farci almeno incazzare? Prendete esempio da Caterina come dai sostenitori di quella povera ragazza massacrata da quella fascista di merda di Tezenis (negozio di per sé fascistissimo) al centro commerciale Porta di Roma. Si alzassero un attimo in piedi tutti quelli che si tengono per sé soprusi, anche minimi, e sputassero in faccia al rotto in culo di turno per poi sbattere a lui la porta in faccia. Facessimo tutti come il Jack Lemmon di quel bellissimo film che era L'appartamento di Billy Wilder, talmente dignitoso da rifiutare, la sera per la mattina, il posto di assistente direttore ricevuto a scopo compenso di mille favori non (o poco) retribuiti. Si portasse avanti un'azione collettiva del genere in contemporanea! Vedrete il risultato! Fallirebbero tutti domani mattina! Cristo!

Bisogna muoversi e in fretta perché, come dice il secondo articolo di cui vi accennavo (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/18/la-generazione-che-paga-per-tutti/164683/ ) siamo la generazione che sta pagando per tutti. Se vi sta bene, fate pure, lasciate tutto come si trova, tanto chi se ne frega. Se invece vi girano i coglioni in stile motore di concorde, vi renderete conto che del debito pubblico accmulato negli ultimi 45 anni non è stato utilizzato mezzo centesimo a fini produttivi. Risultato? Mica la lotta all'evasione fiscale (anche del Vaticano, e non venitemi a cacare il cazzo), no...tasse per tutti tranne che per chi di dovere e, soprattutto, tagli infiniti (ce ne stiamo accorgendo solo ora...vedi un paio di post precedenti) oltre che più di un governo impegnatissimo solo ed esclusivamente a proteggere le cacate fate dai padri redentori. Stage non retribuiti con la scusa del cazzo che bisogna fare curriculum per imparare (ma a 40 anni cosa stracazzo devo imparare più, figlio di una grandissima troia!), disoccupazione a mille, follia in netta crescita e a breve (ne sono certo perché già abbiamo avuto i primi esempi illuminanti), anche un elevato tasso di suicidio per mancanza di prospettive, un po' come nell'ex Germania Est (anche se lì i motivi erano ben altri). Ce ne avessero almeno parlato venti o trenta anni fa, avremmo forse agito di conseguenza...che ne so...magari piazzando una bella cerniera a chiusura interna alla vulva di nostra madre pur di non uscire...boh...

Ne parlavo qualche giorno fa con un mio amico in una pausa dell'ennesima giornata buttata a cesso in questa melma di università. "La nostra colpa è di essere nati nell'epoca sbagliata", gli dissi. Lui rimase immobile a pensare prima di rispondere "Cazzo, è vero". Ed è vero si. A guardarlo bene, con la sua folle passione per un certo ramo della storia dell'umanità, ce lo vedo proprio in qualche legione romana ad accamparsi per attaccare o costruire un ponte in una notte. E io mi ci vedo eccome in una "nuova Hollywood" stanca dei classismi e delle convenzioni, aperta a chiunque avesse voglia di sperimentare alla cazzo pur portare avanti qualcosa di nuovo, qualcosa che comunici senso, che ispiri pensiero ed opinione.

Se la vita è un dono...beh...che cazzo abbiamo fatto di male per non riceverlo? È vita questa?

La soluzione ve l'ho data qui come in precedenza. Sarà anche difficile, quasi impossibile ma credetemi: fallirebbero davvero tutti domani mattina.

E allora si che qualcuno ne parlerebbe un pochino ponendosi, magari, anche il problema...anche se poi i signori della corte ci chiamerebbero "facinorosi".

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