martedì 4 ottobre 2011

Va tutto bene

Una volta chiesi ad un mio amico (al quale voglio e vorrò sempre un bene dell'anima...perché lo capisco...perché compatisco, in fin dei conti), fresco laureato in eminenti Arti e Scienze dello Spettacolo in tre anni regolari senza nemmeno mezzo minuto di fuori corso, curriculum cinema (la mia stessa facoltà): "che cos'è una soggettiva?". Mi rispose, e già fu tanto. Ma mi rispose così: "è lo sguardo dell'autore"...

...beh...non era esattamente quello che mi aspettavo di sentire da un ragazzo intelligente e promettente come lui. Era, invece, quello che mi aspettavo (e continuo ad aspettarmi) di recepire da un povero quasi uomo completamente lobotomizzato da un sistema e da una (dis)organizzazione che discrimina chi non riesce a fare valanghe di esami in pochi giorni come se fossero (ma neanche) interrogazioni su uno o due capitoli di storia o geografia da imparare a campanello tipo poesia da scuole elementari. Era esattamente quello che stava per accadere (e l'ho anche annunciato a qualcuno a gran voce, ma chi vuoi che ti senta...chi vuoi che se ne freghi una beata minchia di te e delle tue solite bestemmie...) a chi viene messo di fronte all'ormai eterno grande paradosso: laureato in tempo = cocco di mamma, papà & Co. + rischio di incapacità applicativa di quello che hai provato a "studiare" / laureando fuori corso = minchione perditempo e mangiapane a tradimento + incapace di vivere il mondo attuale (per loro) + dedito a vivere e comprendere realmente quello che trova su pagine di non si sa fino a che punto utili libro (per lui stesso) + da cacciare, però, a calci in culo quanto prima (da parte loro)...quindi, non "persona non tanto con problemi di apprendimento quanto succube di problemi reali (quelli di una classe dirigente totalmente e definitivamente incapace, indegna e inadeguata) che, credendolo Superman, aveva confidato in lui concedendogli 40 "esami" da smaltire in soli tre anni e poco meno". E allora vai con l'incoraggiamento! Aumento immediato della seconda rata delle tasse universitarie del 50%! Yuhuuuu! E vai! Evviva le sempreverdi soluzioni migliori!

Il minchione perditempo, qua, intanto a gennaio farà il docente di critica cinematografica per un giorno e in molti non è che si sono fatti chissà quale grande problema circa le sue capacità relazionali, esplicative, culturali e di trasmissione di conoscenze pur minime purché indispensabili. Ma questo non conta, non fa parte del gioco, non rientra nel grande piano. Tecnicamente, io (scuole elementari, medie e maturità a pieni voti, media universitaria del 29) non conto un emerito ed esimio cazzo. Sono un numero e basta. Sono sempre stato un numero. Come numeri sono gli esami che chiunque sostiene "ad capocchiam". "Crediti formativi", li chiamano. "Formativi"...ma di cosa...

Mi dicono: "Fai il part time!". E che è, mo, sto part time? Ah, ecco. La possibilità che davano agli studenti che si dichiaravano lavoratori fin dall'inizio di allungare gli anni di "in corso" da tre a numero da definirsi: ora l'hanno estesa anche per i fuori corso...ah bene...cosa? Ah, ecco, lo sapevo che c'era il trucco! Cioè, tu vuoi dirmi che se pure io finisco e mi laureo prima del tempo "allungato" previsto devo comunque pagare le tasse sugli anni che, teoricamente, mi rimarrebbero per laurearmi? Facevi prima a dirmi che per il mio ordinamento non vale...cosa? Ah, ti eri dimenticato: non vale davvero. Che grande cosa...a volte vorrei essere Homer Simpson che (genio!) non firma l'iscrizione all'accademia perché troppo attratto a tirare un prosciutto di bocca a un cane fuori dall'ufficio del preside.

Già, grande cosa...specie se penso che tutta questa merda mi viene spalata addosso da chi l'impegno e la dedizione nelle cose che fa non sa nemmeno dove potrebbe eventualmente stare di casa. Ci fosse un luminare premio Nobel come ministro dell'istruzione che venisse da me e mi urlasse in faccia "Sei un inutile coglione! Non vali un cazzo! Sparisci!", beh, credo che me ne andrei volentieri di corsa e con inchino alla Fracchia. Ma detto da quella bocchinara da sottoscrivania per Berlusca e Tremorti...mah...diciamo che non mi aiuta poi così bene a capire chi sono e cosa voglio da questa vita sempre più assurda, dai.

A proposito di bocchinara (e anche di vita assurda...sempre) e trafori di neutrini vari (manco le minchiate sanno più sparare come si deve), pare che il nostro adorato Silviuccio non se la passi poi così tanto bene. Tra zoccole, pippate di coca mancate, interviste a esimie puttane (che di accocchiare una frase di senso compiuto non se ne parla manco mettendosi a piangere in ginocchio, ma di fare carte false pur di non andare a "cene private" con addosso "stracci da 100 euro"...beh...quello si, eccome!), nerchia che non tira più nemmeno se sollevata da un carro gru e capoluoghi partenopei che non gli danno tregua nemmeno su campi di calcio, si direbbe che la vita dell'imperatore non è poi così bella e sollazzante come si dice in giro. Eppure lui è forte, ha energia da regalare assieme ai dischi pezzottati di Apicella in busta chiusa. Detto fatto, non si molla, mai, nemmeno per scherzo. Elezioni anticipate? No, un pesce d'aprile posticipato bello e buono. Probabilmente a Dio o a Gesucristo stanno ancora fischiando le orecchie per via di qualche milione di preghiere relative al far fiondare un certo rottame di satellite su Arcore: peccato che sia poi tocato all'Oceano in zona Canada. Peccato davvero, guarda, c'avevamo sperato quasi tutti. Andava bene anche solo Montecitorio. Anzi, sarebbe stato anche meglio, forse. Nulla di fatto, però. E comunque sarebbe anche triste pensare che quella di fare fuori lui e tutta quella abonimevole casta del cazzo potrebbe essere l'unica maniera di levarceli dalle palle: rischia di essere quasi un insulto alla nostra intelligenza sopravvissuta (da qualche parte si dovrà pure essere nascosta, no?!).

Si attende un nuovo bollettino di guerra relativo allo sviluppo..."sviluppo"...che parolone per una società che lascia vivere giornalisti schiavizzati che usano ancora solo il telefono e una vecchia Olivetti lettera 22. Sanare il debito pubblico sbattendo in galera evasori recuperati alla bella vita mondana? No, troppo difficile: si dimezzerebbe il parlamento allo stesso modo dei test anti droga o delle immatricolazioni in partiti (destinati magari anche a morire ma continuando a prendere in eterno questi cazzo di "rimborsi elettorali", chiamati così solo per non citarli come "furto di denaro pubblico", etichetta molto più appropriata e specifica, direi) che come unica referenza curriculare hanno la necessità di fedina penale insozzata.

Che grande storia stiamo vivendo, ragazzi. Devo essere sincero, comunque: non lo sapevo mica che per essere arrestato, se vieni sospettato di collusione mafiosa, associazione a delinquere, travestitismo o di qualunque altro reato perseguibile a norma di legge, bisogna sottostare al permesso dei signori della corte. Cristo di un dio: se uno deve essere processato, colpevole o innocente, deve essere processato, punto e basta! Lo so, lo so: chiedo proprio troppo, così.

Ritornando un attimo a quella merda di università, mi viene in mente proprio adesso che in questi ultimi giorni sta succedendo, silenziosamente, qualcosa di ambiguo, quantomeno strano. Almeno alla Sapienza, nella città universitaria, si comincia a respirare un'aria simile a quella che intossicava le case degli italiani più zozzoni nei primi anni '80, quando le prime televisioni private del nano malefico cominciavano a mostrare tette e culi in perizoma di casalinghe di provincia. Motivo di questa mia sensazione? Semplice: così come la tv commerciale di Berlusconi e compagnia bella ha abboffato ogni mezzo di comunicazione con stramaledetti sponsor di ogni specie disumana, ora la città universitaria si sta popolando di cartelloni pubblicitari risalenti a fantomatiche ditte di scooter (almeno da me) mai sentite prima. A sentirne il peso maggiore è la mensa di via De Lollis, il cui ingresso è, ora, letteralmente sommerso di cornici plastificate pronte per ricevere chissà quale altro beneficio culturale al loro interno. Motivo di tale utilizzo? Tagli fatti con la motosega di Leatherface ("Non aprite quella porta", ndr) anche al personale ristoratore e, di conseguenza, ai fondi necessari per fare la spesa di cibarie da cucinare. Non so se ringraziarli perché almeno, così, mi faranno forse mangiare qualcosa di diverso da pasta al sugo allungato con acqua e fettina di carne in padella o mandarli a fare in culo per i secoli dei secoli.

E per finire, l'ultima bella notizia è quella della scarcerazione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per tramite anche della mitica Giulia Bongiorno, l'avvocato che fece assolvere Andreotti, per chiarirci. E capirai: quella è capace di fare carte false per far tornare a casa anche Satana in persona. La meravigliosa notizia (anzi constatazione), perciò, non è tanto questa quanto un'altra. Innalzandomi a grande pensatore filosofeggiante a suon di oppio da poeta maledetto, infatti, ho osato supporre una questione: e se Berlusconi avesse corrotto anche i giudici del processo Meredith per sparare cazzate e, quindi, "dimostrare", autoassolvendosi per l'ennesima volta, che in Italia la giustizia se non funziona con loro non potrà mai funzionare neanche con lui? Avrei potuto beccarmi tutti i "vaffanculo" e "testa di cazzo" del pianeta, me li sarei meritati. Poi, però, sulla pagina Facebook "Movimento Antiberlusconiano Italiano" appare la seguente scritta: "In diretta da Canale 5, ore 16:39. È in corso la strumentalizzazione del caso Meredith da parte di Mediaset per condannare la giustizia italiana, non per gli errori del caso ma per ricollegarsi indirettamente a Berlusca. È a dir poco vomitevole".

Cristo santo...o devono rinchiuderci in due o veramente solo sei numeri non azzecco mai.

Che altro dire?

Va tutto bene.

No?


1 commento:

  1. Detto fatto. Dopo il caso Meredith, è ufficialmente partita la campagna diffamatoria sulla giustizia italiana "pronano": “Ci sono giudici precisi e puntuali, che danno spazio ai diritti della difesa, e altri che non sempre consentono tutto questo”. L’avvocato Giulia Bongiorno, legale di Raffaele Sollecito, risponde così al segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha commentato sulla sentenza Meredith: “Nessuno paga per errori giudiziari dei pm”. Il deputato di Fli aggiunge: “Se un avvocato non fa bene il suo lavoro non sta più sul mercato, se un magistrato non fa bene il suo lavoro continua ad avere un peso con delle conseguenze sul suo operato”. “La soluzione – sottolinea – è nella formazione del magistrato, nel momento genetico della sua entrata nel mondo della magistratura”.

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